I giardini d'un carattere semplice non domandano che un consimile canton generale, senza notabili varietà. La natural disposizione d'un cantone lo rende atto per se stesso ad una determinata specie di giardino. La stessa forma del terreno, senza far caso sopra il più, o meno di sua fertilità, sopra le sue piantagioni, e gli oggetti del circondario, annuncia anticipatamente quale specie di giardino esiga.

È del dovere dell'artista giardiniere di correggere, e di saper velare i difetti dello spazio, ove deve impiegare il suo genio; difetti, che la natura, la quale non travaglia, che in grande, poteva benissimo lasciar sussistere; ma riempiendo questo difficile incarico, cerchi di evitare un'esattezza penosa, ed esagerata. Volendosi tutto abbellire, e tutto lisciare, si palesa per il minuzioso una preferenza, dovuta unicamente a ciò, ch'è importante; si prova che vien dimenticato quanto le piccole negligenze possono non solamente accordarsi coll'effetto, che produce la bellezza; ma eziandìo col toglierle, farvi perdere una parte del bello, che piace mai sempre.

Non si potrà abbastanza inculcare, che convien guardarsi dal distruggere inutilmente, o mal a proposito gli oggetti naturali, che si trovano nello spazio totale. Gran numero di giardinieri credono, che avanti di principiare le loro piantagioni si debba levare tutto ciò, che la natura ha fatto crescere; e l'esperienza prova, che sarebbero più presto, e più felicemente pervenuti al loro intento, se avessero secondato la natura con cambiamenti leggieri, e con moderate addizioni. Frattanto che le nuove piantagioni languiscono, o non pervengono che lentamente ad una tal qual perfezione, si stanca del primiero progetto, o si fanno tanti cangiamenti di tempo in tempo, che riducesi l'opera a nessun valore.

Quante cose, che al primo colpo d'occhio sembrano superflue, e quasi nocive, possono, dopo un maturo esame, fondersi felicemente nel piano generale! Un albero, di cui a formare l'orgogliosa cima vi è voluto un mezzo secolo, viene spesse volte sradicato per un nulla, non senza una specie di sacrilegio. Risparmierei perfino una quercia secolare col suo tronco per metà consunto, e co' suoi rami informi, in parte seccati; e se il luogo lo permettesse, vorrei collocato sotto la sua poco folt'ombra un romitaggio, cui invitasse a visitare la considerazione, che tutto perisce; frattanto che un compassionevole gufo, nascosto in una concavità dell'albero, facesse sentir dall'alto i rari e lugubri suoi lamenti.

Non si spinga troppo in là questa osservazione. Tutto ciò, che notabilmente intercetta un aspetto aggradevole; tutto ciò, che felicemente non si accorda, o non si piega a verun partito, devesi levare; e l'artista giardiniere, che eseguisce le sue piantagioni, ha il diritto di disfarsi di quanto è ribelle, o ripugna alla composizione del suo piano, lo impedisce, o lo confonde: ma non distrugga mai senza grave necessità. Non si possono dar precetti fissi circa i confini, che aver deve lo spazio d'un giardino: sono sommessi a grandi variazioni, dipendenti dalla natura del distretto, dalla distribuzione, e dalla destinazione stessa del giardino, punti fondamentali da consultarsi. Tuttavìa si può quasi stabilire per massima, che non bisogna sforzarlo a prendere una determinata figura, e che i confini non devono essere troppo fortemente segnati, nè troppo in vista. Riescono aggradevoli quando vanno a perdersi insensibilmente nel circondario, e quanto più si amalgamano meglio con esso. I muri, o le fosse del confine saranno nascoste col maggior artificio[7]. Un giardino, il cui termine è occulto all'occhio, sembra più naturale, e più grande. La vista della fine d'un sito piacevole è importuna, del pari che l'idea, che pervenuti a un tal punto, bisognerà retrocedere. Gli oggetti lontani, ed una veduta, che si sviluppa grandemente, soddisfano piacevolmente ai bisogni della nostra immaginazione. In generale più i passaggi, le elevazioni, ed i rabbassi fan comparire i prospetti moltiplicati, e varj, più la vista nelle parti lontane, che da per se sola ricrea, ed estende l'anima, è ravvivata; quindi noi apprezzeremo maggiormente l'artista giardiniere, che ci ha saputo procurare tanto piacere, di cui non possiamo più far senza, accostumati che siamo al bello di natura.

Una foresta, le praterìe, e soprattutto un lago sono i confini più aggradevoli d'un giardino: poichè non solamente questi oggetti piacciono sempre per se medesimi, ma di più l'occhio vi si fissa con compiacenza, perchè vi trova occupazione, e divertimento.

Qualche volta il carattere particolare, e la destinazione d'un giardino possono esigere un recinto, ed una privazione assoluta di lontananze; ed in allora bisognerà far conto sopra de' soli punti di vista interni, che si creeranno.

Il capo d'opera nella formazione d'un giardino all'Inglese, sarà quello d'intraprendere nello stesso tempo la costruzione del giardino, e della casa in uno spazio ben inteso, ed in vicinanza d'un corpo d'acqua disponibile. Dove il terreno salga, la casa dovrà essere situata nella parte più alta; e dove vi sia pianura, si praticheranno i sotterranei, ove altre volte vi sarebbe stato il pian terreno abitabile. Con terre addossate ai muri, e dolcemente inclinate si coprirà il piede della fabbrica appartenente ai sotterranei in modo, che abbia luogo l'accesso della luce ad essi, e si stabilirà un general basamento, dal quale si discenderà per un dolce pendìo, portandosi al livello dell'acque del giardino, che vogliono essere vedute radenti terra nel loro corso di fiume, o di ruscelli. Per tal maniera la casa siederà nell'alto, e tutta la mossa del terreno fatta colle regole della prospettiva, riuscirà la più vistosa, e felice, e si presterà ai più belli e variati effetti. Lo spazio totale allora sarà naturalmente diviso in due parti, nell'alta, e nella bassa, ove risiederan l'acque.

Un tappeto verde con sentieri regnerà avanti la casa, stendendosi per lo meno due volte e mezza l'altezza della medesima, e circonderà inegualmente tutta la facciata, e buona parte de' fianchi. I contorni di questo spazio verde dovranno essere formati da curve ondeggianti; riflettendo, che l'aggregato di queste linee si allargherà verso l'angolo della facciata, dove si presenterà maggior apparenza di spazio, e si ristringerà all'angolo opposto, dove il terreno sembrerà mancare. Qualora lo spazio sia vasto da ogni parte, la linea si restringerà verso la pianura, e si allargherà verso la montagna, combinandosi ciò col carattere, e l'esigenza della casa.

Questa linea ondeggiante forma la cornice della scena della casa, ed è composta di massicci diversi di bosco, che s'avvicinano a' suoi fianchi con gruppi d'alberi, fra' quali vien praticato il sentiero generale, che dalla casa conduce alle differenti scene del giardino. Parte del fiume scorre in avanti. È questo il piano generale del giardino, che si presenta dalla casa, quale contiene l'area della stessa, ed accenna tutta la piantagione, che abbraccia, e nasconde le scene all'intorno; piantagione, che non nuoce alla libera veduta all'intorno, per la maggior parte venendo essa riposta al basso.