Das Wort der Passion
«Mich durstet» ausersehen,
Und hält nach eigenen Proben
Das Vers für unterschoben
«Lass diesen Kelch vorübergehen.»
[I-24] Conquestus in Bacchum et Cererem.[I-25] Canzona d'un Piagnone pel bruciamento delle vanità nel carnevale del 1898, pubblicata da Isidoro del Lungo. Si può confrontare con Il Transito del tanto lascivo e desiato Carnovale col tollerabile e osservabile Testamento lasciato all'ardita e sfrenata Gioventute. Firenze, 1569.[I-26] Veggasi il poema intitolato La Cuccagna.[I-27] Veggansi i Fragments cosmogoniques de Bérose pubblicati dal Lenormant. Giorgio Smith fece conoscere un racconto più esteso che non sia quello di Beroso, contenuto nelle tavolette trovate a Ninive dal Layard. Questo racconto è indubitabilmente anteriore a Mosè. Cf. Lenormant, Les premières civilisations, v. II, p. 19.[I-28] Per ciò che concerne il Noè americano si può riscontrare J. G. Müller, Geschichte der amerikanischen Urreligionen, p. 423.[I-29] Parabole, leggende e pensieri raccolti dai libri talmudici dei primi cinque secoli dell'E. V., p. 341–342.[I-30] Plancy, Légendes de l'ancien Testament, p. 121–122.[I-31] Leviticus rabbâ, sect. 12.[I-32] Arnold, Arabische Chrestomathie, v. I, p. 53.[I-33] C. XXX. Josephus, au livre des causes des choses naturelles, racompte que Noè trouva la vigne silvestre, c'est assavoir les lambrusces; et, pour ce que le piet en estoit amer et foïble, le bon patriarche print du sang de quatre bestes, du lyon, du pourceau, de l'aignel et de la singesse, pour en destremper le fient, tellement que après cela le vin fut fait meilleur et plus fort.[I-34] Tischreden, Ed. di Lipsia, 1700, p. 172.[I-35] Méon, Nouveau Recueil, De l'hermite qui s'enivra.[I-36] Riferisco questo racconto sulla fede del Plancy, op. cit., p. 111–112. Non ho agio di riscontrare le Istorie di Tabari.[I-37] Ed. di Firenze, 1549, p. 33–39.[I-38] Ateneo, X, 49; Eliano, Variarum historiarum, II, 41.[I-39] Eliac., II, c. XXVI, 1.[I-40] Historia del Infante D. Pedro de Portugal en la que se refiere lo que le sucediò en el viaje que hizo cuando anduvo las siete partes del mundo, compuesto por Gomez de Santistevan.[I-41] Freytag, Arabum proverbia, v. II, parte 1 a, p. 140.[I-42] Epist., III, 19.[I-43] Carmin., III, 21.[I-44] Huon de Bordeaux, edito dal Guessard e dal Grandmaison.[I-45] La Vie de Gargantua et de Pantagruel, l. III, c. XLVII.[I-46] Qui mi pare venga in acconcio la seguente storiella narrata dal Domenichi, nel l. III della Historia varia.
Arrigo conte di Goritia hebbe due figliuoli d'una sua moglie Vngara donna nobile et prudente, i quali prima ch'uscissero di fanciullezza, tenne appresso di se nella camera sua; et spesse volte, mentre ch'essi dormiuano, era usato chiamargli da meza notte, et domandargli, se haueuano sete. I quali non rispondendo nulla, perch'essi dormiuano sodo, esso si leuaua, et daua loro bere. Ma non volendo essi bere, et rigettando fuori il vino, volto alla moglie le diceua: ah p....., tu ti facesti ingrauidare a un altro: costoro non son miei figliuoli, che dormono tutta la notte intera, senza hauer mai sete.
A. COSSA
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LA CHIMICA DEL VINO
(Conferenza tenuta la sera del 16 gennaio 1880).
La composizione del sugo dell'uva, i cambiamenti che esso subisce per la fermentazione e le principali e più dannose sofisticazioni del vino sono gli argomenti che io dovrei sviluppare nella conferenza di questa sera. — Ho detto sviluppare, ma questa parola non è propria perchè il limite di tempo concessomi non è sufficiente alla trattazione completa degli argomenti annunciati. Pertanto dovrò limitarmi ad una esposizione compendiosa ed elementare, e per quanto è in me chiara ed ordinata, dei fatti più salienti della chimica del vino. — Le cose che esporrò non sono nuove, ma se la qualità dell'uditorio e la scarsa mia abilità didattica mi impediscono di pronunciare l' indocti discant, non rinuncio all'invocazione che voi vorrete accogliere benignamente: ament meminisse periti.