Venendo a Passo Corese noi avevamo già incontrato parecchi fuggiaschi della Toscana, che a scherno lungo la strada si interrogavano: o dove vai, Ferruccio? E di ciò molti ponno porger testimonianza.

E Mazzini non era già soddisfatto di Garibaldi, che aveva evocato il titolo di generale della repubblica romana? Non sapeva egli, che tra i volontari esisteva un comitato segreto avente incarico di proclamare d'accordo con Garibaldi la repubblica all'ingresso di Roma?

Mentre il nostro duce annunziava al mondo i suoi pieni poteri di generale romano, ai piedi della torre del palazzo Piombino in Monterotondo, a mezzo di una scalinata rustica e tra l'erba bagnata d'un giorno piovoso, discorrevano con mistero Alberto Mario, sottocapo dello stato maggiore di Garibaldi, Agostino Bertani, il maggiore Giuseppe Guerzoni, il colonnello Giuseppe Missori, il giovane principe Piombino in persona e chi scrive, e in quel colloquio veniva designato il valoroso, che primo avrebbe dovuto sventolar la bandiera rossa dopo una vittoria. Il giorno stesso i medesimi e il generale Fabrizi, il colonnello Menotti, i maggiori Canzio e Bellisomi si radunavano all'identico scopo in una sala del palazzo Piombino e Garibaldi assistette alla loro discussione e ai loro progetti.

Non doveva egli Mazzini conoscere simili deliberazioni e concerti? Potevano i garibaldini acclamare colui, che ribelli ne appellava e ci contrastava la marcia su Roma? Certo si è che a Roma, a Firenze e in tutta la penisola il sentimento popolare e lo sdegno nostro ad imprese fortunate avrebbero punito a misura di carbone chi, disponendo delle forze d'Italia, se ne giovava per impedirle l'incoronamento della propria unità.

Un po' di storia a posto non reca danno e certi segreti viene il tempo che occorre svelarli perchè non scendano nel sepolcro con noi.

Del resto la furia di Napoleone e delle nostre truppe di accorrere sui nostri passi per schiacciarci non era dessa sola la prova, che l'epoca della bandiera del 1860 era per noi esaurita e chiusa? Quali furono sempre in seguito sino alla morte le espressioni e i propositi di Garibaldi?

Mazzini poi l'11 febbraio 1870 così scriveva al nostro generale:

«Voi sapete ch'io non credevo nel successo, ed ero convinto esser meglio concentrare tutti i mezzi sopra un forte movimento in Roma, che non irrompere nella provincia; ma una volta l'impresa iniziata, giovai quanto potei.» [Blank Page]

Nomentum.

È codesto l'antico nome latino di Mentana, che corrompendosi e troncandosi si tramutò nell'odierno di quel villaggio adesso celebre in tutto l'orbe.