Inoltre Antonio Ghislanzoni, il solitario di Caprino Bergamasco, nel terzo volume de' suoi bellissimi Capricci—dedicato al Pozzi—riproduce, rettifica e completa il cenno biografico del Dizionario contemporaneo di A. De Gubernatis. E senza parlare dello splendido epistolario di scrittori e di patrioti illustri, gelosamente custodito da Ernesto Pozzi, già redattore dell'Unità Italiana, in tempi grossi, quando un tratto di penna democraticamente libera conduceva dritto dritto nella solitudine del carcere politico.

Ecco chi è l'avvocato Ernesto Pozzi, che dà qui alle stampe la seconda edizione del suo Mentana. Edizione aumentata e corretta, e per la quale l'antico Goliardo garibaldino afferma un'altra volta la immutabilità della sua fede e della sua scuola: la prima popolarizzata dall'indelebile carattere mazziniano: la seconda inspirata alle più incrollabili convinzioni del bello, forte e gentile classicismo nostrano.

Leggete, leggete, o giovani, questi appunti scritti fra un colpo e l'altro di fucile. È roba di casa, roba del nostro tempo ed italianamente sentita, pensata e scritta. Assorgete, o giovani, con essa e per essa, agli ideali altissimi della patria e dell'umanità—nè vi sia grave questo prologo breve che l'amicizia lunga ed antica ha inspirato, ma che la più patente verità delle cose giustifica e consacra.

Milano, 18 ottobre 1888.

F. GIARELLI.

[Monumento in piazza Mentana a Milano.]

Come stavano le cose.

La breve escursione militare del 1867 nell'Agro romano colle varie scaramuccie, l'assalto e la presa di un castello, un'ecatombe di eroi ed una sanguinosa battaglia campale merita posto tra i più belli e brillanti fatti d'armi dei volontari campioni della Unità d'Italia.

L'attacco contro gli ultimi possessi temporali del papa, ridotti per gran parte a palude, s'iniziò su parecchi punti per sgomentare il governo pontificio e sparpagliandone le forze verso i confini rendere possibile l'insurrezione in Roma, entro la quale, con permanente pericolo della testa, stavano per inspirarla e poscia capitanarla Luigi Castellazzo, il poeta di Tito Vezio, Francesco Cucchi e Giuseppe Guerzoni, che con Alberto e Jessie Mario fu poi lo storico dì Garibaldi.

Questi, Deus ex machina, doveva raccogliere il più grosso nerbo di truppe, accorrere in decisivo aiuto della rivolta e restituire il cuore alla patria colla grande città di Camillo e di Scipione.