Poco fa, volevate ringraziare i padroni perchè vi danno da vivere. Non capite che sono essi che campano sulle vostre fatiche e che ogni pezzo di pane, che essi mettono in bocca, è tolto ai vostri figliuoli? che ogni regalo, ch'essi fanno alle loro donne, rappresenta la miseria, la fame, il freddo, forse la prostituzione delle donne vostre?

Che cosa producono i signori? niente. Dunque tutto quello che consumano è tolto ai lavoranti.

Figuratevi che domani sparissero tutti i lavoranti di campagna: non vi sarebbe più chi lavora la terra e si morrebbe di fame. Se sparissero i calzolai, non si farebbero scarpe; se sparissero i muratori, non si potrebbero far case, e così via via, per ogni classe di lavoranti che venisse a mancare, sarebbe soppresso un ramo della produzione, e l'uomo dovrebbe privarsi di oggetti utili e necessarii.

Ma, che danno si risentirebbe se sparissero i signori? Sarebbe come se fossero sparite le cavallette.

Beppe. — Si, va bene che noi produciamo tutto, ma come ho a fare io a produrre il grano se non ho terra, nè animali, nè semi. Via, te lo dico che non c'è modo: bisogna per forza star soggetti ai padroni.

Giorgio. — Beppe, c'intendiamo, o non c'intendiamo? Eppure mi pare d'avervelo detto che bisogna levarglielo ai padroni quello che serve a lavorare e a vivere: la terra, gli arnesi, le semente e tutto.

Lo so anch'io che fino a quando la terra e gli strumenti da lavoro apparterranno ai padroni, il lavorante dovrà star sempre soggetto, e non avrà che schiavitù e miseria. Perciò, tenetelo bene in mente, la prima cosa che bisogna fare è quella di levare la roba ai signori; se no, il mondo non s'accomoda.

Beppe. — Hai ragione, lo avevi già detto. Ma che vuoi! sono cose tanto nuove per me che mi ci perdo.

Ma spiegami un poco come vorresti fare. Questa roba che si leverebbe ai signori che se ne farebbe? Si farebbe tanto per uno, non è vero?

Giorgio. — No, anzi quando sentite dire che noi vogliamo dividere, che noi ne vogliamo mezzi e cose simili, ritenete pure che chi lo dice è un ignorante, o un cattivo.