La moneta d’oro e d’argento e indi quella d’ogni specie, fabbricata da schiavi e liberti imperiali, prima sotto la direzione di liberti imperiali e poi di un procuratore della moneta, al quarto secolo è già fabbricata da liberi[938].

In più larga misura e in maniera più particolareggiata possiamo vedere nell’epigrafi il crescere e il diffondersi del lavoro libero, che, per opera d’ingenui e massimamente di liberti, sorge e si sviluppa dal lavoro servile o s’insinua e si sovrappone ad esso, assimilandoselo e disgregandolo per mutarne in ultimo la funzione e la fisonomia.

Se noi potessimo stabilire l’ordine cronologico di queste iscrizioni, vedremmo probabilmente, in maniera più distinta, come l’elemento libero e specialmente i liberti si sovrappongono gradualmente ma continuamente agli schiavi nell’esercizio de’ mestieri, ma d’ordinario non ci è possibile ricostruire quell’ordine cronologico. Tuttavia, anche senza di ciò, questa concorrenza dell’elemento libero e del servile si riflette sotto altra forma nelle epigrafi.

Gli uffici, che importano una dipendenza continua e assoluta, continuano ad essere coverti esclusivamente o quasi da’ servi: così l’ufficio di vilicus[939], di actor[940], di exactor[941] e tutti quegli altri che si riferiscono specialmente a servigi domestici e ordinari, tali che esigono un’assoluta dipendenza[942].

In questi casi per la più stretta dipendenza, per la continuità del servizio, per la minore facilità di potere utilmente commettere sottrazioni a proprio vantaggio, il servo presentava de’ vantaggi che lo facevano preferire al libero. Si aggiunga che, riferendosi questi uffici alle case de’ ricchi, il possesso de’ servi era imposto anche da ragioni di fasto e di etichetta.

Quando invece si trattava di ufficî, che non importavano un legame di stretta dipendenza e un rapporto continuo, i servi cominciano a divenire meno frequenti e si alternano con i liberti e anche con gl’ingenui.

Ma anche qui sopraggiungono altre distinzioni.

L’elemento libero cerca naturalmente di occupare a preferenza le professioni e le arti meglio retribuite, meno faticose, più considerate. Così la medicina, prima retaggio quasi esclusivo de’ servi, viene esercitata in prevalenza da liberi[943].

In moltissimi casi poi ricorrono indistintamente gli uni e gli altri, servi e liberti, mostrando anche meglio la concorrenza dell’elemento libero, che cedeva al bisogno e alle difficoltà de’ tempi e scendeva sempre più a livello de’ servi per eliminarli surrogandoli[944].

I liberti sopra tutto compariscono con la maggiore frequenza esercitando tutti i mestieri. La mancanza dell’indicazione specifica di liberti e del nome del patrono desta molte volte il dubbio, se abbiamo proprio a fare con un manomesso; ma il nome ci dice che se, come di frequente può accadere, non si ha a fare con un manomesso, si ha a fare con un suo discendente; il che ci mostra come tutto l’elemento servile che, per le manumissioni penetrava nella classe de’ liberi, seguitava l’esercizio del proprio lavoro manuale, reso quasi ereditario nelle loro famiglie. E così, anche per questa via, il lavoro libero riceveva sempre più diffusione ed incremento.