Ciò posto, il proposito di accertare storicamente, in determinati luoghi e tempi, con dati positivi della tradizione letteraria e della legislazione, il diretto e consapevole sorgere del colonato portava a scambiare il modo di formazione con la causa del suo sorgere e le forme legali, che assunse, con lo stesso modo di formazione.
E, per questa via naturalmente si incorreva nel difetto della unilateralità, che talora veniva rimproverato a’ predecessori da chi veniva dopo di loro, eppure incorreva alla sua volta nello stesso difetto[963].
La causa delle cause del servaggio, che si sdoppia in tante altre cause secondarie e si rivela in tante manifestazioni particolari e locali è l’impoverimento del mondo romano, che si è innanzi rilevato.
“Un considerevole capitale — osserva un autore già altre volte citato[964] — è condizione indispensabile a menare innanzi le intraprese nelle regioni d’economia a schiavi. Un capitalista che impiega il lavoro libero ha bisogno per sopperire alle sue forze di lavoro di una somma sufficiente a covrire l’ammontare de’ loro valori durante l’intervallo che corre dal principio del loro lavoro sino alla vendita de’ prodotti che ne ricava. Ma il capitalista che impiega il lavoro degli schiavi non ha bisogno soltanto di questa somma, rappresentata in questo caso dal vitto, vestito e ricovero forniti agli schiavi durante il periodo corrispondente, ma, oltre a ciò, di una somma sufficiente ad acquistare le stesse sue forze di lavoro. Per menare innanzi, quindi, una data intrapresa, è ovvio che chi impiega schiavi, avrà bisogno di un capitale maggiore di quello occorrente a chi impiega il lavoro libero„.
Così l’eliminazione della schiavitù, sia sotto forma di vendita degli schiavi, sia sotto forma di rinunzia a ricostituire la scorta degli schiavi, costituiva una maniera di liberare il proprio capitale per utilizzarlo altrimenti o di sopperire alla sua deficienza.
E il servaggio, a differenza del lavoro libero che richiede un capitale minore del lavoro schiavo ma pur ne richiede uno, non ne esigeva nessuno. Ciò che spiega maggiormente come e perchè il servaggio si costituisse prima e preferibilmente ne’ più estesi latifondi. Mentre l’imperatore o altri proprietari avevano — il primo per il suo potere politico e il secondo per il carattere quasi di circoscrizione amministrativa assunto dal fondo — l’autorità e il mezzo di ritenere il colono nel fondo, ne avevano anche maggiore necessità, perchè quanto più grande era il fondo, tanto maggiore doveva essere il capitale necessario a coltivarlo.
La coltivazione in grande, fatta direttamente da parte del proprietario o a mezzo di conductores, si esercitava su di una parte del fondo, sulla parte migliore, intorno alla villa; e i coloni, accasati talvolta sulle parti più lontane o più scadenti del latifondo, erano i subaffittuarî o gli elementi complementari della coltura del fondo[965]. E questi coloni, oltre all’utilizzare le terre meno feconde, sussidiavano con l’opera loro anche la coltivazione diretta, cosa la cui utilità veniva già molto tempo innanzi, rilevata da Columella.
Date le condizioni de’ tempi e delle cose, pel proletario, che non avrebbe facilmente trovato ad allogarsi, il colonato, nella forma non coattiva sotto cui sorgeva o si sviluppava, rappresentava forse la sola maniera possibile di assicurarsi l’impiego del proprio lavoro e la sussistenza. A misura che il disordine e le vessazioni crescevano, poteva in dati casi risolversi in un rapporto di protezione[966]. In tanti casi, è vero, ciò voleva dire, aumentare gli organi delle prepotenze e moltiplicare le vessazioni; ma l’interesse stesso del padrone doveva talvolta valere al colono di schermo; e, anche quando ciò restava solo una speranza ingannatrice, i diversi organi di prepotenza finivano talvolta, come pure accade, per neutralizzarsi tra loro.
Il colonato quindi rappresentava, nella maggiore parte de’ casi, per i padroni la maniera più utile, se non la sola, di mettere a profitto i propri fondi e per i coltivatori forse la sola maniera di provvedere al proprio sostentamento.
Costituiva il punto di minima resistenza della vita economica del tempo, il centro di gravità della produzione, una necessità sociale; ed i rapporti economici si ricomponevano e si riadagiavano quindi, in maniera prevalente se non universale, su quella base. L’enfiteusi stessa, pur nella costruzione giuridica diversa, richiama il colonato, e mostra un altro aspetto di una stessa causa economica.