L’interesse collettivo invocato da Pericle diveniva un’astrazione di fronte agl’interessi individuali e di classe realmente offesi.

Lo scritto sullo Stato degli Ateniesi rileva bene questo contrasto. «Ora gli agricoltori e i ricchi tendono maggiormente a tenersi buoni i nemici: il popolo invece, ben sapendo che i nemici non gli potranno nulla bruciare e nulla tagliare, vive spensieratamente e non ha loro riguardo»[74].

È noto come la popolazione ateniese della campagna fu contrariata nel dovere abbandonare i campi ed i villaggi per ridursi nella città di fronte all’invasione nemica[75]; pure, da prima, per un po’ di tempo, anch’essa si rassegnò, se a dirittura non condivise l’entusiasmo della guerra[76].

Era la speranza di una guerra breve e vittoriosa? Era l’ira de’ danni patiti? Era la speranza di maggiori vantaggi?

Erano tutte insieme queste cose, e con esse la suggestione dell’ambiente morale che si era venuto creando.

Ma, quando la guerra accennò ad andare per le lunghe, e le sue molestie e i suoi danni parvero sempre più gravi e più insistenti, venne la reazione contro la guerra, e un vero movimento per la pace, accanito, tenace, appassionato si spiegò come un deciso indirizzo di politica interna ed esterna, dando una fisonomia più accentuata che mai alla non sopita lotta di classe.

Questo tratto della vita e della politica ateniese ci rimane, vivo e parlante, riflettuto attraverso tutte le esagerazioni e gli scherzi della commedia come in uno specchio, in modo tale che niente potremmo desiderare di meglio, nè di più completo.

È il soggetto e l’ambiente delle commedie di Aristofane.

Mai apostolato per la pace fu fatto con maggiore ostinazione, con più ricchezza d’ispirazione, con maggiore varietà di espedienti.

Ed è singolare trovare un tale apostolato della pace in bocca di uno degli uomini più acri, più mordaci, più spietati verso gli avversarî, il cui verso pare dardo e marchio al tempo stesso, fatto per colpire da presso e da lungi, penetrando a fondo nella carne squarciata e imprimendosi come bollo sulla fronte.