Alla nutrice che si rallegra della strage de’ Proci, lo stesso Ulisse, il vendicatore, risponde così:

Godi dentro di te, disse, ma in voci,

Vecchia, non dar di giubilo, chè vanto

Menar non lice sopra gente uccisa.

Questi domò il destino, e morte a loro

Le stesse lor malvagitati furo,

Quando non rispettaro alcun giammai,

Buon fosse o reo, che in Itaca giungesse.

Dunque a dritto periro[184].

Quest’ultimo concetto di una giustizia, che regola e risolve i destini della guerra, non è neppure infrequente sia nell’Iliade che negli scritti posteriori; ed era naturalmente un riflesso della generale concezione cosmogonica, del modo di considerare tutti gli altri rapporti di vita.