[80]. Vedi Luciano Banchi, Alcuni documenti che concernono la venuta in Siena nell'anno 1321 dei lettori e degli scolari dello Studio bolognese (Giornale storico degli archivi toscani, anno V, 1861).

[81]. Tiraboschi, Storia della letteratura italiana, tomo V.

[82]. Soltanto nella Toscana, dicesi si contassero più di cinquecento statuti. — Bonaini, Appunti per servire ad una bibliografia degli statuti italiani (Annali della università toscana, tomo II. Pisa, 1851). — Salvetti, Antiquitates Florentinae, etc. — Buonamici, Il Poliziano giureconsulto, pag. 35.

[83]. Rimane ancora a farsi uno studio sugli statuti italiani diretto a dimostrare non solo la grande importanza che ebbero queste antiche compilazioni legislative nella storia del diritto, ma anche a far rilevare quanta influenza esercitassero nelle vicende della civiltà.

Molti principii di diritto moderno contenuti nei Codici oggi vigenti, si trovano consacrati nei nostri statuti (Istituzioni civili di F. Forti, lib. I, cap. III, pag. 37. — Villari, Le prime origini e le prime istituzioni della Repubblica fiorentina (Politecnico, anno 1866).)

[84]. Savigny, op. cit., tomo I, pag. 666.

[85]. Cibrario, Storia della monarchia di Savoia, tomo II, lib. IV, pag. 262.

[86]. Questo importantissimo documento si trova nell'opera del Savigny, vol. III.

Prima di lui lo pubblicò il Colle (Storia dello Studio di Padova). Verrà anche da noi a suo luogo riferito essendo indispensabile per ben conoscere la forma primordiale della, costituzione universitaria.

[87]. Vallauri, Storia delle università piemontesi.