[116]. L'Accademia Panormitana che pare avesse origine nel 1233. — Quadrio, Storia e ragione d'ogni poesia, tomo I, pag. 87.

[117]. Sarti, op. cit., P. II, pag. 36.

[118]. Leggendo negli scrittori bolognesi questo episodio assai singolare di quella università si nota come l'intimazione di Federigo divenisse argomento di fieri motteggi e di sarcasmi nella città e fra gli scolari; il che sta a confermare quanto profondo fosse in essi il sentimento della propria indipendenza.

Il giureconsulto Odofredo parlando dell'interdizione dello Studio di Bologna per opera di Federigo, dice con fina ironia che tutto il danno dell'ira imperiale fu di aver ritardato di pochi giorni il principio delle lezioni (Odofredi, Opera).

Lo storico Ghirardacci così racconta il fatto:

«.... i Bolognesi trovandosi in disgrazia di Federigo furono da lui privi dello studio e comandò (ma indarno) che tutti gli scholari si partissero da Bologna e andassero a Napoli. Giudicò Federigo cotanto sdegnato, che fosse il maggior danno, e cosa di maggior dispiacere che a' Bolognesi si potesse fare il privarli dello studio e trasferirlo a Napoli....» (Hist. bolognesi, tomo I, pag. 142).

[119]. Pètri de Vinea, Epistolae, lib. III, epist. X. — Del Vecchio, La legislazione di Federigo II, pag. 252.

[120]. Iamsilla apud Muratori, Rer. It. Script., vol. VIII, pag. 496.

[121]. A dimostrare quanto fosse d'idee liberali Federigo, e qual profondo sentimento della civiltà egli avesse, basterebbe consultare i suoi scritti in cui lampeggiano pensieri degni di un grande riformatore (Pètri de Vinea, Epistulae, lib. III, epist. XII).

[122]. Origlia, Storia dello Studio di Napoli, tomo I, pag. 200 e seg.