[182]. Idem, P. II, pag. 242; P. III, pag. 69.
[183]. Idem, P. II, pag. 69.
[184]. Facciolati, P. II.
[185]. Di questa specie di laurea vedremo parlando dei gradi accademici (cap. VIII).
[186]. Facciolati, P. II, pag. 44-48.
[187]. Rufo, Hist. Gymn. ferrar., pag. 293.
[188]. Savigny, Hist. du droit. rom., III.
[189]. Facciolati, Fasti, P. I. pag. 1; P. II, pag. 43, 51, 71, 203, 213.
[190]. Vallauri, Storia delle università piemontesi.
[191]. «Essendo antica costumanza — dice un Decreto del 1647 — delle Università delli Scholari di questo Studio, o siano di Legge o di Filosofia, o Medicina, di collocare l'onore e la preminenza di Tesoriere in uno dei loro compagni Studenti; gl'Illustrissimi Signori Giudice e Maestrato dei Savii e gl'Illustrissimi Signori Riformatori sono venuti in sentimento, acciocchè tale dignità si renda più conspicua e più stimata, che il soggetto da eleggersi Tesoriere abbia prima con qualche onorata azione dato pubblico saggio del suo virtuoso talento e del progresso delli suoi studj; essendo da tener per fermo, che ciò servirà di stimolo assai pungente alli Scholari, d'attendere con fervore alle intraprese professioni» (Rufo, op. cit., pag. 291).