[209]. Di questo mezzo indecoroso si fa parola nel Fabroni, Hist. Acad. pis.; e riporteremo qualche documento a suo luogo, in conferma di ciò.

[210]. Facciolati, Fasti, P. II, pag. 57.

[211]. Sarti, Append., pag. 216.

[212]. Idem, P. I, pag. 187: «Hodie scriptores non sunt scriptores sed pictores.»

[213]. «Dixit Pater filio..... Vade Parisis, vel Bononian et mittam tibi annuatim centum libras. Iste quid facit? Ivit Parisiis et fecit libros suos babuinare de literis aureis..... ibat ad cerdonem et faciebat se calceari omni die Sabati» (Odofredo, Comm. de Senat. Cons. Maced.). — L'uso di formare libri di vasta mole e ornarli di fregi e figure non era soltanto in Italia. Il Merlaco scrittore inglese del secolo XII, narra di aver veduto certi scolari da lui chiamati bestiali (bestiales) i quali sedendo in scuola con molta gravità tenevano innanzi libri così sterminati da occupare due o tre tavole (Tiraboschi, St. della lett. it., P. I, vol. IV, pag. 52).

[214]. Alidosi, Scrittori bolognesi, pag. 74.

[215]. «Doctores Bononiae habent excusationem a tutelis non qui docent Mutinae vel Regii» (Tiraboschi, Bibliot. mod., vol. I).

[216]. Stat. Bonon., lib. III, pag. 50 (rubr. de juramento scolarium).

[217]. Facciolati, Fasti, Gymn. Patav.

[218]. Il Tomasini (Gymnasium Patavinum) parla diffusamente degli estesi privilegi che godevano i tedeschi nella città di Padova. — Facciolati, Fasti Gymn. Patav., P. II, pag. 34, 44, 232. — Anche i principi aveano molta deferenza per gli scolari tedeschi. Il Ficino, al quale erano stati raccomandati alcuni figli di principi tedeschi venuti a studiare in Firenze, scrive che essi erano sotto la protezione del magnanimo Lorenzo de' Medici: