«Vos bono animo estote, et principibus vestris nomine nostro respondete, magnanimum Laurentium Mediceum, cui et ipsi clientes sumus adolescientium providentiam libentissime suscepisse» (Prezziner, St. dello Studio di Firenze). — Anche in Ferrara vi erano molti tedeschi «qui omne doctrinarum genus cum gloria in patriam clarissimum referrent» (Rufo, Hist. Gymn. Terrap.).

Le ragioni che muovevano le nostre università ad accordare tanti privilegi ai tedeschi erano: la frequenza dei rapporti che le città italiane avevano con quella nazione e la reverenza per l'autorità imperiale la quale risiedeva negli imperatori alemanni come continuatori della grandezza romana.

[219]. Odofredo dice: «Voglia Dio che ciò non produca assai male perchè i delitti possono essere difficilmente puniti dai dottori» (Comm. ad Dig. vetus).

[220]. Ghirardacci, Storia di Bologna.

[221]. Colle, Storia dello Studio di Padova, pag. 85.

[222]. Ghirardacci, Storia di Bologna, II, pag. 424.

[223]. Ghirardacci, I, pag. 441.

[224]. St. del dir. rom. medio evo, III, pag. 28, in nota.

[225]. Vedi Carta vercellese. — Colle, St. dello Studio di Padova, vol. I.

[226]. Marini, Papiri diplomat., Introd.