[257]. Muratori, Dissert. antiq. ital. (Diss. XLIII).

[258]. Storia dell'università di Padova, vol. I, pag. 47.

[259]. Savigny, St. del dir. rom. nel medio evo, III, pag. 151.

[260]. Sarti, P. I, pag. 29.

[261]. Dal Borgo, Orig. dello Studio pisano, pag. 113.

[262]. Sarti, P. I, pag. 42, 48.

[263]. I notai, per esempio, si chiamavano dottori (Sarti, P. I, pag. 421), ma non erano iscritti nel collegio. — Ghirardacci, Storie bolognesi, tomo II, pag. 159. — Orlando, Scrittori bolognesi, pag. 311.

[264]. Taccoli, Memorie di Reggio, P. I. — Savigny, St. del diritto romano nel medio evo, tomo IV, App. — Il Sarti ricorda però che si conferivano assai prima di quest'epoca le lauree non solo di legge, ma anche di medicina in Bologna (Sarti, P. I, pag. 433. — Colle, St. dell'università di Padova, II, pag. 109).

[265]. Facciolati, Syntagmata, etc., pag. 3.

[266]. Middendorpio, Accadem. celebr. — Il Colle dice che nell'università di Padova furono conferite le prime lauree di medicina contemporaneamente a quelle di legge cioè verso l'anno 1265 (Storia dell'università di Padova, II, pag. 109).