[277]. Talvolta fra i promotori si trovano compresi anche gli assenti ed i defunti. Il Facciolati è di parere che ciò si facesse per rendere onore ai dottori morti o lontani. Il Colle crede invece che si considerassero come vivi i dottori defunti finchè non fossero sostituiti da altri (Colle, St. dello Studio di Padova, I, pag. 105).
[278]. Vallauri, St. delle univer. piemontesi.
[279]. Facciolati, Fasti, II, pag. 50.
[280]. Idem, P. II, pag. 54.
[281]. Vallauri, St. delle univer. piemontesi.
[282]. Middendorpio, Accademiar. celebr., I, pag. 111.
[283]. Savigny, Hist. du droit rom. etc., III, pag. 146.
[284]. Facciolati, Syntagmata etc., XII.
[285]. Ghirardacci, Historie bolognesi.
[286]. Colle, vol. I, pag. 106. — Negli statuti di Mondovì viene prescritto ad ogni laureando di pagare 28 scudi d'oro da dividersi fra i membri del collegio e di regalare inoltre un paio di guanti e due libbre di zucchero scelto al cancelliere, al rettore, al priore e ai promotori; un paio di guanti ed una libbra di zucchero al decano, al segretario e al bidello (Vallauri, St. delle univ. piemontesi).