[349]. Nel 1636 un dottore di Medicina in Pisa fece istanza al Granduca di ritirarsi dall'insegnamento, allegando per scusa la sua tarda età. Il granduca rispose: «Stante il lungo e buon servizio congiunto colla mala sanità del supplicante, si contenta S. A. S. di licenziarlo dalla cattedra e carica di leggere, e che quest'anno conscguisca non di meno la provvisione come se avesse letto tutte tre le terzerie, e che per maggior recognizione del suo merito negli anni futuri da cominciare il di 1º di novembre 1636, mentre se li viverà se gli paghino scudi 200 l'anno» (Fabroni, Hist. Acad. pis., II, pag. 321).

[350]. Facciolati, Fasti, P. II, pag. 105.

[351]. Idem, P. II, pag. 81.

[352]. Idem, P. II, pag. 67-89.

[353]. Idem, Syntagmata XII.

[354]. Colle, St. della univ. di Padova, II, pap. 133.

[355]. Mazzetti, Mem. storiche della univ. di Bologna.

[356]. Idem.

[357]. Muratori, Scriptor. Rer. Italic., tomo XX, pap. 939.

[358]. Nell'anno 1482 a causa di una pestilenza venne trasferito lo Studio da Pisa a Prato.