E perché non si affermi, come altra volta intervenne, che questi signori esistono solamente nella mia immaginazione, e che io mi fabbrico un fantoccio di fantasia per divertirmi poi a buttarlo giú a palle di stracci, addurrò tre esempî, sotto i quali, come sotto a moduli, si possono aggruppare le varie forme di apologia della Germania scientifica.
1) Fervorino di smisurata esaltazione scientifica, spiccando il salto, per arrivare piú su, dal trampolino dell'aborrimento politico.
Sua Eccellenza Luigi Luzzatti, nel discorso solenne all'Istituto Veneto:
I Tedeschi hanno due coscienze non comunicanti fra loro, e si possono assomigliare ai compartimenti stagni di un poderoso naviglio da guerra. In una di queste coscienze vi è la scienza eccelsa, eletta, meravigliosa nelle analisi e nelle sintesi, ideale e pratica, colle sue alate indipendenze, colle sue improvvise temerità, intrepida ricercatrice, e all'uopo demolitrice delle cose umane e divine; nell'altro compartimento vi è l'ossequio supino allo Stato, cioè al Governo che lo rappresenta, quale si sia.
2) Parata difensiva e botta a fondo contro gli iconoclasti.
Programma della Rivista Indo-Greca-Italica (Napoli, 20 agosto 1916).
La Direzione e gli amici della Direzione non appartengono alla classe di quei facili costruttori di ideologie che ogni giorno dalle colonne di certi quotidiani procedono, in assenza di avversarî, e con quanta autorità nessuno saprebbe dire, alla piú allegra e lucianesca svalutazione o vendita all'incanto di filologi e filosofi di vecchio stile. Entro e al disopra di ogni sano sentimento nazionale noi abbiamo vivo il culto e giusto il riconoscimento di quanto da noi o da altri è ormai acquisito alla scienza e patrimonio del genere umano.
3) Propositi e incitamenti a tornare, finita appena la guerra, al dolce giochetto della tedescolatria.
Girolamo Vitelli, Marzocco, 30 luglio 1916.