[26] Mi permetto di rimandare il lettore ad un mio scritto in cui svolgo queste idee, nel volume: Musica e Poesia nell'antica Grecia (Bari, Laterza) pag. 333 sg.

[27] Giordani, Opere (Lemonnier, 1857) I, 325. Tutto lo scritto da cui è tolta questa osservazione contiene assennatissime riflessioni intorno agli studî classici e massime intorno all'insegnamento del latino. Credo che non lo conoscano neppure di vista tanti filologi che vanno cercando riparo alla spaventevole decadenza degli studî latini in Italia coi pannicelli caldi dei manualetti tedeschi.

[28] Proemio agli Studi filologici di Giacomo Leopardi, XXI.

[29] Anni or sono, nel corso d'un'aspra polemica, mi lasciai sfuggire qualche espressione meno riverente verso il De Sanctis, pur protestando la mia ammirazione per la sua grandezza. Se non che un piú profondo studio dell'opera sua m'ha convinto che il De Sanctis non deve essere solamente ammirato, bensí venerato. Faccio qui pubblica ammenda, e prego gli uomini di buona volontà di accettarla con la medesima schiettezza onde la esprimo.

[30] Qualche anno dopo, però, in un articolo della «Nuova Antologia» (La scioperataggine letteraria in Italia), Arturo Graf protestava vivamente contro l'abuso del metodo storico-positivo.

[31] Contro il Boni venne esercitata da allora, movendo specialmente da salotti romani, covi di germanofilia, una pettegola guerricciola. Vedi il mio articolo Troppi fiori in «Cronache Letterarie», anno I, n. 9.

[32] Rimando il lettore ad un libro bellissimo e rimasto quasi inosservato, del General Filareti: La conflagrazione europea e l'Italia (ed. Carabba). General Filareti vi sa di pseudonimo? Anche a me: ma ne so quanto voi.

[33] Rivista delle nazioni latine, Anno I, N. 5, pag. 123 e sg.

[34] Rimando il lettore alle osservazioni di Ugo Foscolo intorno al modo di tradurre il cenno di Giove in Omero. Cosí s'intende un poeta: e non già travestendolo in un altro dialetto e facendogli addosso computi sballati d'anatomia microscopica.

[35] A suo tempo aveva già fatto tale rilievo Ugo Foscolo (In Antiquarî e critici); il quale, del resto, su molte delle questioni che abbiamo discusse, ha osservazioni profonde e geniali.