—Mi, darà mezzo franco.
—Soltanto!—Esclamai io con sorpresa.
—È il mio avere.
Io gli diedi due franchi, egli mi pose in mano il resto e si offese quando gli dissi che del resto io intendeva fargli un regalo.
A bordo, mi buttarono giù tra le cabine dei marinari. Dove erano gli altri? Sul bastimento di certo, e se non li vedevo quella sera, li avrei veduti quando l'aria fosse più libera!
Noi eravamo nientemeno che sul Conte Cavour, vapore italianissimo e appartenente alla compagnia Aquarone. Mi sdraiai alla meglio in una cabina, quando entrò nella stanza un tale, che mi fu presentato con queste parole da un marinaro: anche lui, viene in Francia.
—E di dove viene?—Io gli richiesi.
—Vengo da Milano, ed ho fatto a piedi fin qui tutta la strada…
—E come mai?
—Io ero nei cavalleggeri Monferrato e son disertore!