La maggior parte degli ufficiali, che dovevano provvedere alle sorti della armata, e che dovrebbero avere avuto l'attribuzione di fare i piani di guerra, oltre l'esser digiuni di qualunque nozione d'arte militare, lo erano anche del minimo odore di polvere: tra gli altri per esempio il figlio di Bordone finì la campagna come capitano: era un giovanotto che poteva aver tutt'al più ventitre anni e che per la prima volta si spingeva davanti al fuoco…. delle stufe del quartiere generale!
Del resto di questi ufficiali improvvisati ve ne era un sacco e una sporta. Conobbi un volontario che di motuproprio si mise il berretto di luogotenente e poco dopo ottenne quel grado; non vi è esagerazione a dire che quando arrivammo a Digione, trovammo più ufficiali che soldati: i sarti e i cappellai di lassù, che avevano buon naso, riempivano lo vetrine di monture e di berretti più o meno gallonati. Fin qui non ci sarebbe statò gran male; ma il male appariva manifestamente ad ogni persona, quando si pensava che molti e molti che a forza di fatiche e di sangue erano giunti a conquistarsi un grado nelle altre campagne, non si erano voluti riconoscere o si erano portati tanto pel naso che essi troppo disdegnando di sembrare accattoni e in cerca di una posizione, preferivano servire da semplici soldati. Il nostro Generale era del tutto estraneo a queste brutture, le quali possono sembrare a qualcuno inverosimili, ma che sono vere come la luce del sole. Materassi, Pacini (per non citare molti altri) capitani nelle altre campagne, non ebbero alcun grado, furono appagati però con molte promesse, con molte proteste di buone intenzioni, ma, come dicevano i nostri antichi, di buone intenzioni è lastricato anche l'Inferno.
Io non sono estraneo all'idea di accogliere gente nuova nelle file di quei che comandano; il principio di rispettare l'anzianità per me deve cedere a quello di rispettare il merito: si facciano pure dei nuovi ufficiali, si cerchi pure di ringiovanire i ranghi della democrazia militante, ma per attuare questo nobile proposito si possono scegliere tanti e tanti avanzi della mitraglia, tanti e tanti che tuttora soffrenti per antiche ferite son corsi di nuovo in faccia al nemico, e non coloro che non fanno altro che salire e scendere le scale degli astri maggiori dell'Orizzonte Garibaldino, lisciando tutti, strofinandosi a tutti, menando buona ogui sciocchezza, ogni spavalderia, purché venga dall'alto….
Dopo aver confabulato con varii amici nel cortile del quartier generale, vedendo che l'orologio segnava le undici e mezzo, ci movemmo verso la Madaleine, ansiosi di sapere in qual maniera ci avessero cucinati. Impazzamo una buona mezza ora per rintracciare questa caserma, che non era caserma ma un antica prigione, e che era situata al lato opposto della città. Tra una caserma e una prigione io non so trovare differenza alcuna e perciò trovai più che coerente colui che aveva fatta la scelta.
Una scala, mezza rovinata, per la quale era necessario andar di sghimbescio, portava ad una specie di torrione, il cui interno era costituito da una stanza, più larga che lunga; il pavimento era tutto coperto di paglia, sulla quale si vedevano sdraiati una cinquantina di volontarii che aspettavano a braccia aperte l'arrivo dell'ufficiale pagatore. Tra questi volontarii alcuni parlavano francese: sarà una ridicolezza, ma io la voglio confessare tale e quale ai lettori; d'altronde, dirò con Terenzio:
Ego homo sum et nihil humanum a me alienum puto;
Io provai un pò di rabbia a veder vestiti colla camicia rossa individui che non appartenevano all'Italia; saranno stati fior di soldati, eccellenti ragazzi, patriotti e repubblicani a prova di bomba, ma abituato a diffidare degli altri, m'annoiava un pensiero: Chi sa, se noi avessimo vinto che tutto il vanto della vittoria non fosse attribuito a quei Francesi che erano nelle nostre file, e che invece tutte le invettive non si fossero volte al nostro indirizzo, qualora le sorti dell'armi non ci fossero state propizie?! Eppoi chi si sacrifica per un'idea buona, non può fare a meno di nutrire una certa ambizione, ed io sentiva quella di far parte di un corpo esclusivamente composto d'Italiani, se non altro per mostrare che pochi o molti, anche nella nostra patria vi sono dei giovani sempre pronti a versare il lor sangue per la repubblica. Tale idea, rafforzata, anche dell'altra che forse ci avrebbero tenuto in quel deposito per chi sa quanto tempo, mi fece prendere il proponimento deciso di girar largo e cercare un'altro corpo, dove vi fosse la certezza di prender parte al primo combattimento che sarebbe succeduto.
Il tenente Zauli venne poco dopo: fece la chiama, diè la paga e poi annunziò che in quel giorno avremmo goduto della libertà più assoluta.
Eravamo tuttora lungo la scala, allorché comunicai ai miei amici le mie impressioni, e tutti accolsero i miei progetti; appena fummo esciti, ci capitò proprio la palla al balzo! Mecheri, Polese, ci dissero, senza che noi loro facessimo interrogazione alcuna, di entrar nelle guide, di cui si stava formando il quarto squadrone, e noi senza frapporre tempo di mezzo andammo alla foreria, dove c'inscrivemmo nei ruoli. Possedere un cavallo e seguitare sempre il Generale, per uno che è abituato a andare a piedi e a venerare più d'ogni altro uomo nel mondo Garibaldi non ci poteva esser prospettiva più attraente. In seguito si vedrà, come anche questa bella visione non fosse per noi che una Fata Morgana.