—C'est un espion… c'est un Prussien!
—Ma no… io sono un Garibaldino!—Risposi in francese.
—Non è vero.. non è vero!—Urlava più che mai indemoniata la folla..
—Me vi dico di sì… ve lo garantisco.
—Alla Mairie, alla Mairie
—Dalli alla spia!…
—Abbasso i Prussiani!
—Caput a Bismarck!
Non ci è che dire io doveva esser proprio una spia; garantisco che in tre campagne, e tra le mille peripezie che hanno agitato la mia esistenza, garantisco di non aver mai passato un momento più brutto di quello. La folla si aumentava a vista d'occhio e di momento in momento diventava più minacciosa: mi aspettavo di udir gridare: à la lanterne e di sentirmi appiccare ad uno dei prossimi lampioni.
Per buona fortuna passò il nostro tenente, che attirato dal chiasso, si avvicinò per curiosità al gruppo tumultuante; non sto a descrivere lo stupore dal quale fu preso, vedendomi in mezzo a quei disperati; il tenente era in alta montura e tutti gli fecero largo.