[56] Bellermann, p. 160-66.
Seguo il testo dell' Almeida Garrett, che poco differisce della lezione della provincia di Beira Alta, raccolta dal Braga. “Ce dernier a, de plus, donné de ce romance deux autres versions où n'intervient pas un personnage mystérieux. Comparez ce chant avec el Conde Grifos du Romancero general[di A. Duran, Madrid, 1854], I, p. 65 [e Wolf und Hoffmann, Primavera ecc., II, 55]. À propos du mariage du comte et de la pèlerine, on lit dans le texte portugais:
Por palavras de presente alli os tem desposado.
Por palavras de presente est l'expression consacrée pour le mariage qui se fait en personne, et non par procuration: por palavras de futuro.— Desposado est le sacrement, par opposition à casamiento qui peut se faire attendre dans le mariage par procuration.„ Puymaigre, Romanceiro, p. 169. Io, come il lettore ha visto, tradussi palavras de presente con parole rituali, quantunque la frase dell'originale sia proprio quella che a tenore dei sacri canoni si adopera in questo caso.
Vedi, intorno a questo celebre santuario, A. Chiappelli, Studii di antica letter. cristiana, Torino, 1887, nello scritto La leggenda dell'Apostolo Jacopo a Compostella e la critica storica. Nel cap. I (p. 149-73) si dimostra ampiamente, con ragioni che a me parvero inoppugnabili, la impossibilità della predicazione del nominato apostolo in occidente. Ai tempi d'Erasmo il concorso dei pellegrini era già molto minore; ond'egli, nei Colloquia (ediz. di Lipsia del 1729, p. 410), piacevoleggia cosí:— Menedemus: “Dic mihi, quid valet agitque vir optimus Jacobus?„ Ogygius: “Multo frigidius solito. „ Mened.: “Quid est in caussa? senium?„ Og.: “Nugator, scis divos non senescere. Verum haec nova persuasio, quae late per orbem divagatur, facit infrequentius salutetur solito; et, si qui veniunt, salutant tantum; nihil, aut quam minimum donant, dictitantes eam pecuniam rectius collocari in egenos ecc.„—Andaron troppo lungi dal vero i nostri Alberigo Gentile e Celio Calcagnini, quando l'uno dette all'Olandese la taccia di pendulus litterator, e l'altro lo rassomigliò ad un ballerino di corda? Io penso di no. Direi piuttosto che non parlasse in tutto secondo verità Erasmo, che ripreso una volta perché non osservava a rigore la quaresima, rispose celiando che l'anima sua era cattolica, se lo stomaco pizzicava del luterano.
A Compostella, e cosí pure a Gerusalemme ed agli altri santuarj d'oltralpe e d'oltremare, pellegrinarono sempre gl'Italiani in assai scarso numero, a paragone d'altre genti piú devote di loro; e non di rado per motivi almeno in parte mondani. Come i pellegrinaggi a Roma fossero argomento di beffa, vedilo in quella sonettessa del Lasca, ove parlano il noto Stradino ed un Cavalier Nano:
S.“Bambolin mio, che Dio vi benedica, e vi contenti secondo il disio, ditemi dove andate voi ratio, se già non v'è il parlar troppa fatica?„ C. N.“A Roma santa, d'ogni bene amica, per soddisfare un voto ne vo io: sendo guarito, come piacque a Dio, d'un morso che mi dètte una formica.„ Le rime burlescheecc. (ediz. Verzone), p. 12.
Talvolta si accompagna allo scherno la satira arguta e mordace contro la corruzione del clero. Nella Scolastica dell'Ariosto (atto III, sc. 6), Bartolo, ad espiare certo suo peccato giovanile, vorrebbe farsi romeo. E un frate gli dice:
“Voi potete veder la bolla, e leggere le facultadi mie, che sono amplissime: e come, senza che pigliate, Bartolo, questo peregrinaggio, io posso assolvere e commutar gli vóti. E maravigliomi ch'essendo, com'io son, vostro amicissimo, non m'abbiate richiesto; perché dandomi quel solamente che potreste spendere voi col famiglio nel viaggio, assolvere vi posso, e farvi schifar un grandissimo disconcio, all'età vostra incomportabile: ecc.„
È cosa notevole che non abbia nulla del satirico né del buffonesco il Canto di pellegrini di G. B. dell'Ottonajo, che comincia: