Non occorre qui rammentare come anco la romanza portoghese A infeitiçada, cit. a p. 85, e la sua corrispondente spagnola “De Francia partio la nina„ cit. a p. 86, sieno due dei non pochi esempi di riconoscimento d'un fratello e d'una sorella. Il medesimo accade nella romanza asturiana Don Bueso, nell'altra romanza catalana La cativa, in una canzone tedesca ( Annelein ) ecc. Altre volte il riconoscimento è fra due sorelle (vedi Wolff und Hoffmann, Primavera ecc., II, p. 58).
La xacara della Pastorinha, o, se vi piace meglio, Linda pastora, è conosciuta in Gallizia. ( Romania, 1877, p. 53.)
[71] Orig., Rosa. Chiedo scusa ai lettori di questa mutazioncella, per cui diventa nome proprio un termine convenzionale della lirica amorosa dell'età di mezzo. Non v'è scolaretto di liceo che non rammenti il primo verso del Contrasto di Cielo dal Camo: Rosa fresca aulentissima, ecc. Ed “ognun sa come il paragone, anzi la trasformazione allegorica della donna amata nella rosa, sia comune alla poesia dotta e alla popolare; e se ne veggono numerosi esempi nelle note del Vigo [ Canti pop. siciliani, Catania, 1870-74]. Una ballata trascritta dal Carducci ( Intorno ad alcune rime dei secoli XIII e XIV, Imola, 1876, p. 66), di sur un memoriale notarile del 1287: Danzando la fresca rosa, Preso fui de so bellore. È notissima la ballata del Cavalcanti: Fresca rosa novella. Le canzonette del Giustiniani sono indirizzate a una rosa. [Vedi, p. es., quella delicatissima: Rosa, quanti ti vedon...] Una canzone francese antica nel Paris, Chansons du XV s. (Paris, Didot, 1875, p. 56): Royne des fleurs que j'ai tant desirée. Altri piú antichi passi di poesie francesi reca il Caix nella Riv. di Fil. Rom., p. 180, e nella Riv. Europea di rimatori italiani antichi.„ D'Ancona, Studj su la letter. ecc., p. 413. “I poeti francesi paragonavano le loro pastorelle alle rose di maggio [ Sa facete vermeillete come rosser floris. V. Bartsch, op. cit. (romanza anonima) p. 45]; anche i provenzali lodavano nelle loro donne il fresco colore di rosa... In una poesia dell'Italia Settentrionale del secolo XIII, si dice alla Madonna:
Oi rosaencolaria del parais,....
[La Chiesa: Rosa mistica; il Manzoni ( Il nome di Maria ): O rosa, ecc.]
In una raccolta veneziana si legge:
Chi vo veder tre roze in t'una rama, vada a la porta de la Casa Nova; che ghe xe tre putele co la mama, che le se chiama tre in t'una rama.
In una raccolta napoletana:
Russa la facce toa comu' na rosa.... quannu nascisti tu, rosa marina, fici gran festa lu suli e la luna.
E altrove: rosa bianca, rosa rossa, rosa di giardino, e via discorrendo.„ Bartoli, op. e t. cit., p. 146-48.