Similmente una delle piú antiche e graziose romanze spagnole ( Cancionero general, ediz. del 1535, p. 107), che riferisco nella mia traduzione:
“ Rosafresca, rosafresca, tutta bella e tutta amor, quand'io v'ebbi nelle braccia, voi servir non seppi, no: or io ben vi servirei, ma non posso avervi, no.„ “Vostra, amico, fu la colpa; non fu mia di certo, no. Ambasciata mi mandaste per un vostro servitor; ma saluti e' non mi fece, ben diverso mi parlò: che avevate donna, amico, laggiú in terra di Leon; che avevate donna bella e figliuoli come un fior.„ “Chi vi disse ciò, signora, verità non disse, no: in Castiglia non fui mai, né là in terra di Leon, se non quando ero tant'alto e non conoscevo amor.„
Fa meraviglia che un uomo della levatura e della dottrina del Tiknor ( Hist de la littér. esp., traduite de l'anglais par I.-G. Magnabal, Paris, 1864, t. I, p. 117) abbia potuto scrivere a proposito di questa romanza: Rosa était le nom de la dame aimée. Anche gli Ungheresi ed i Turchi dicono rosa l'amata; come basilico è detta per vezzo nei canti popolari slavi e greci moderni; come nei rispetti e negli stornelli toscani, ora il damo è giglio valoroso, ora fior di resta, ora palma d'argento, spiga di grano lavorato, stella brillantina, specchio rilucente, mandorlo fiorito, e cosí via. Rosa, d'uomo giovinetto, nella ballata storica I Reali di Napoli alla rotta di Montecatini; dove dice Maria, madre di re Roberto e di Piero, morto in cotesta battaglia:
“Ov'è il mio giglio e la mia rosae il fiore?„
[72] Il cit. canto normanno Le passant et la bergère:
“Adieu, ingrate bergère: puisque rien ne t'attendrit, je m'en vais dessous ces chênes pleurer le jour et la nuit.„ “Oui, va t'en dessous un chêne pleurer le jour et la nuit: et moi j'irai dans la plaine chanter et me divertir.„
Quanto meno selvatica la ragazza guascone della pur citata canzonetta La pastouro alecado!
“Un moussou que passauo l'a toucat lou mentoun. La pastouro fierroto a troubat acò boun.„
Nella canzone normanna La brebis perdue, è curioso a vedere come la brava foresotta s'ingegna di salvar capra e cavoli. Con uno dei consueti artifizi di chi, mostrando contentarsi di poco, mira ad ottenere pienissimo l'intento suo, dice il giovine tentatore:
“Laiss'-moi prendre sur ta bouche seulement un doux baiser, Ne sois point assez farouche que de me le refuser.„