«A Cefalonia le due fortezze sono ora interamente disabitate…
Prèvesa acquistata nell'ultima guerra contro il Turco, nel golfo di
Arta, insieme a Voniza[185] esposta alle incursioni nemiche, è
fortezza solo di nome ma in realtà è un mal conservato trinceramento».
Ed il sopraintendente Moser dopo questa fiera requisitoria così concludeva: «Si faccia presto a provvedere. Siano fornite le milizie di quartieri e di ospitali che loro sono urgentemente necessari, capitali i più preziosi per le convenienze del Principato. Se no, a nulla servono le bene intese e solide fortificazioni, gli utensili, gli attrezzi da guerra, armi di buona tempera e ben conservate, se non vengono difese le une e maneggiate le altre da destro e robusto braccio».
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Il triste spettacolo delle province d'oltremare in rovina, senza difesa, senza cannoni, senza milizie, l'imagine delle residenze dei rappresentanti della Repubblica sul punto di crollare; dei picchetti di Oltremarini usciti fuori delle caserme per cercare miglior sicurezza e riparo sotto le tende, presso le rive di quel mare che fu già pieno del nome e della gloria di Venezia, quasi attendessero di momento in momento di mutare dimora, deve avere per certo commosso lo spirito del Senato Veneto. Ma poichè l'azione era a quel tempo assai più ardua della commiserazione ed i mezzucci assai più facili delle decisioni pronte e virili, si ricorse anche questa volta ai timidi tentativi, tanto per ingannare il pericolo dell'ora.
Così avvenne che in risposta al disperato appello del Moser, la Serenissima si contentò di istituire il corpo dei Travagliatori del genio.
Taluni storici della Repubblica—ed il Romanin tra gli altri[186]—vollero attribuire a quel corpo un significato moderno, qualificandolo per precursore dell'odierna arma del genio. Ma il paragone a tutto rigore di critica non regge. Al massimo i travagliatori veneti potevano rassomigliarsi alle compagnie di ouvriers, che esistevano nell'esercito francese prima dell'anno 1776; compagnie che vennero poi surrogate dai soldati pionniers con precisi attributi di arma tecnica, ciò che significa che i predecessori degli ouvriers non possedevano i requisiti dei pionieri o, quanto meno, in modo assai incompleto.
Ma anche facendo astrazione da questi còmpiti e da questi paralleli, occorre mettere in rilievo qualche altro aspetto che meglio serva a chiarire il valore militare e morale del nuovo corpo dei travagliatori, e le differenze sostanziali con il corpo dei soldati pionniers di Francia, cui si vorrebbe troppo corrivamente ricollegare le tradizioni organiche dei travagliatori veneti.
Il Moser adunque, esponendo l'urgenza di far argine al decadere delle fortificazioni veneziane, proponeva d'impiegare nei ristauri un personale militare ordinato in compagnie, con reclutamento, còmpiti e trattamento assai analoghi a quelli delle odierne compagnie di disciplina. Era quindi una specie di stabilimento di correzione militare che si trattava di istituire, realizzando con esso due vantaggi precipui: quello cioè di purgare i corpi dai soggetti più pericolosi e di impiegare la loro mano d'opera nei restauri delle fortificazioni e delle caserme a prezzo più conveniente della mano d'opera borghese.
Quest'opera di risanamento dal lato morale militare—particolarmente caldeggiata dal Savio di Terraferma alla Scrittura in carica Niccolò Foscarini—piacque al Senato che l'approvò anzitutto per tali viste. «Per togliere i perniciosi effetti—come diceva la relazione premessa dal detto Savio al decreto che ordinava la costituzione del corpo dei travagliatori—derivati dalla introduzione nella truppa dì quelle figure che, quantunque ree di non gravi delitti, chiamano tuttavia la pubblica vigilanza ad impedire loro maggiori trapassi,… e nell'intento precipuo di tenere aperta una via per allontanare dalla Terraferma e dalla Dominante gli individui infesti alla comune quiete, si assoggetta l'ora intesa scrittura.
«Ed essa si dirige a stabilire l'istituzione di due Corpi di Travagliatori[187] che raccoglier abbiano le sopra indicate figure ed inoltre quei soldati che, per indisciplina e scostumatezza, venissero giudicati dalle pubbliche cariche d'Oltremare e Savio alla Scrittura degni di tale correzione, per essere impiegati nelle fabbriche ed in ogni altro pubblico lavoro d'Oltremare. Ed il Senato, che adatto ciò riconosce alle viste del suo servizio ed alla tranquillità dei suoi sudditi, avvalora il provvedimento con la sua approvazione.