«Bisogna metterle a posto» — nel letto di un tubercolotico, sotto la lingua di un vecchio, sotto i pugni di un nevrastenico, fra le pagine di un dizionario come una foglia secca, in una tomba, in una cassaforte o in una cloaca, ma bisogna «metterle a posto».

Strangolamento feroce del cuore e dei sensi di una vergine che fatalmente considera la prostituzione legale del matrimonio come una condizione indispensabile per raggiungere la mezza libertà dell'adulterio e la riconquista del suo io mediante il tradimento.

La vasta partecipazione delle donne al lavoro nazionale prodotto dalla guerra, ha creato un tipico grottesco matrimoniale: Il marito possedeva del denaro o ne guadagnava, ora l'ha perduto e stenta a riguadagnarne.

Sua moglie lavora e trova il modo di guadagnare un denaro abbondante in un momento in cui la vita è eccezionalmente costosa.

La moglie ha per il suo lavoro stesso la necessità di una vita poco casalinga, il marito invece non lavorando concentra tutta la sua attività in una assurda preoccupazione di ordine casalingo.

Rovesciamento completo di una famiglia dove il marito è diventato una donna inutile con prepotenze maschili e la moglie ha raddoppiato il suo valore umano e sociale.

Urto inevitabile fra i due soci, conflitto e sconfitta dell'uomo. [pg!67]

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Orgoglio italiano rivoluzionario e libero amore.

Il matrimonio è una forma di barbarie che non avrebbe potuto reggere senza la grande valvola dell'adulterio.