Parlare di democrazia in astratto è fare della retorica. Vi sono numerose democrazie; ogni razza ha la sua democrazia, come ogni razza ha il suo femminismo.

Noi intendiamo la democrazia italiana come massa di individui geniali, divenuta perciò facilmente cosciente del suo diritto e naturalmente plasmatrice del suo divenire statale.

La sua forza è fatta di questo diritto acquisito, moltiplicata dalla sua quantità valore, meno il peso delle cellule morte (tradizione), meno il peso delle cellule malate (incoscienti, analfabeti).

La democrazia italiana, è per noi un corpo umano che bisogna liberare, scatenare, alleggerire, per accelerarne la velocità e centuplicarne il rendimento.

La democrazia italiana si trova oggi nell'ambiente più favorevole al suo sviluppo. Ambiente di rivoluzione-guerra nel quale è costretta a risolvere tutti i suoi casi-problemi, fra le mille punte di altri problemi insoluti, le cui soluzioni possono esercitare una influenza sul suo avvenire. Necessità igienica di continua ginnastica trasformatrice, improvvisatrice.

Il governo si allarma oggi nel vedere formarsi innumerevoli associazioni di combattenti. Se non fosse un governo di miopi reazionari tremanti di paura accoglierebbe favorevolmente questo nuovo ritorno di vitalità italiana.

La guerra ha semplicemente svegliate le coscienze di 4 o 5 milioni di italiani che tornano [pg!89] oggi dalla guerra, arricchiti di una personalità politica.

È la prima volta nella storia che più di quattro milioni di cittadini di una nazione hanno la fortuna di subire in soli 4 anni un'educazione intensiva e completa con lezioni di fuoco, di eroismo e di morte.

Spettacolo meraviglioso di tutto un esercito partito per la guerra quasi inconsciente e ritornato politico e degno di governare.

La democrazia futurista è ormai pronta ad agire, poichè sente vibrare tutte le sue cellule vive.