Non condivido il pessimismo di Paolo Buzzi sull'ingombro burocratico che egli crede insanabile. È questione di coraggio nell'operazione chirurgica che dovrà essere violenta, profonda, e senza pietà partendo da questi due principî:

1) Decentramento.

2) Abolizione della anzianità.

Non condivido l'ottimismo di Paolo Buzzi sulla classe degli impiegati. Vi sono eccezioni ma naufragano nell'oceano dei parassiti e dei fannulloni.

Parassiti e fannulloni plasmati tali dall'atmosfera tediosa, pedante, scettica, irresponsabile, senza luce, senza ambizione, quietista, vile taccagna, abbrutente degli attuali ambienti burocratici.

Volete diventare rivoluzionarî? Volete sentirvi nelle mani un desiderio pazzo di lanciar bombe, bruciare, massacrare, radere al suolo?

Volete, malgrado il vostro temperamento placido e sedentario, diventare il più violento e sanguinario anarchico?

Passate mezz'ora in un ufficio governativo!

Non è ammissibile che la nostra meravigliosa guerra rivoluzionaria, vittoriosa, dopo averci liberati dall'Impero austroungarico, feroce burocrazia esterna, non ci liberi dall'assurda elefantiasi burocratica interna.

Non ho che un sol timore quando penso alla rivoluzione: Quello che anche violentissima, totale e ben diretta lasci sussistere in Italia la forse immortale Burocrazia. [pg!129]