Se questo parlamento razionale e pratico non dà buoni risultati, lo aboliremo per giungere ad [pg!150] un Governo tecnico senza parlamento, un Governo composto di 20 tecnici eletti mediante suffragio universale.

Rimpiazzeremo il senato con una Assemblea di controllo composta di 20 giovani non ancora trentenni, eletti mediante suffragio universale. Invece di un parlamento di oratori incompetenti e di dotti invalidi, moderato da un senato di moribondi, avremo un governo di 20 tecnici eccitato da una assemblea di giovani non ancora trentenni.

Partecipazione eguale di tutti i cittadini italiani al governo. Suffragio universale eguale e diretto a tutti i cittadini, uomini e donne. Scrutinio di lista a larga base. Rappresentanza proporzionale».

Il futurista Volt entrò subito nelle difficoltà di realizzazione del governo tecnico con il seguente articolo importante che io cito integralmente:

«Aboliamo pure il parlamento — si domandano molti — ma cosa metteremo al suo posto?

La risposta è pronta. Sostituiremo il parlamento con le rappresentanze dei sindacati agricoli, industriali ed operai.

La rappresentanza sindacale sarà la base dello «Stato tecnico» futurista.

Al «collegio» elettorale, circoscrizione fittizia ed arbitraria, entità che sembra creata apposta per l'esercizio del broglio, sostituiremo il sindacato, espressione organica delle forze economiche che dànno effettivamente forma alla società. [pg!151]

Al posto dell'«onorevole» deputato, demagogo costretto all'accattonaggio sistematico del voto o feudatario di una nuova feudalità peggiore dell'antica, manderemo a governare il paese ingegneri, commercianti ed operai, gente che sa il suo mestiere e conosce i bisogni reali della propria classe. Invece di un'Assemblea di intriganti, di chiacchieroni e di incompetenti, avremo un corpo tecnico adatto allo scopo di dirigere, con conoscenza di causa, la grande azienda dello stato.

In pratica, l'idea della rappresentanza sindacale si trova di fronte a difficoltà serie ma non insormontabili.