L'Italia unico sovrano.
Tutto, tutto per la libertà il benessere il miglioramento fisico e intellettuale la forza il progresso [pg!21] la grandezza e l'orgoglio italiano del più umile e più piccolo italiano.
Essere italiano è oggi un titolo di nobiltà altissimo, un grande diritto, un valore incalcolabile.
Noi Futuristi esigiamo dunque da ogni italiano un nuovo sforzo eroico perchè superando tutte le debolezze della razza calpestando e uccidendo ogni viltà e ogni abitudine del cervello del cuore e dei nervi tronchi brutalmente con tutto il suo passato e appaia finalmente virilissimo, nuovissimo, italianissimo.
Il Partito Politico Futurista si dichiara dunque nettamente antimonarchico, ma non contentandosi del rancido e floscio ideale repubblicano vuole giungere ad un governo tecnico di 30 o 40 giovani direttori competenti senza parlamento, eleggibili da tutto il popolo mediante sindacati.
Il Partito Politico Futurista avendo per obbiettivo la massima libertà, il massimo benessere e la massima potenza di produzione di tutti gli italiani, tutti portati al loro massimo valore, vuole l'abolizione graduale del matrimonio mediante il divorzio facilissimo, il voto alle donne e la loro partecipazione all'attività nazionale. Inoltre abolire l'attuale sistema di Polizie e di Questure riducendo al minimo l'attuale complicata inefficace difesa del cittadino che deve — anzitutto — difendersi da sè.
Il Partito Politico Futurista vuole inoltre con un anticlericalismo intransigentissimo liberare [pg!22] l'Italia dalle chiese, dai preti, dai frati, dalle monache, dai ceri e dalle campane.
Il Partito Futurista ha come unica religione l'Italia di domani, non ammette mezzi termini, esige senz'altro l'espulsione del Papato.
Il manifesto del Partito Politico Futurista dichiarava nel febbraio 1918:
«Mantenere l'esercito e la marina in efficienza fino allo smembramento dell'Impero austro-ungarico. Poi, diminuire gli effettivi al minimo, preparando invece numerosissimi quadri di ufficiali con rapide istruzioni. Esempio: duecentomila uomini con sessantamila ufficiali, la cui istruzione può essere suddivisa in quattro corsi trimestrali ogni anno. Educazione militare e sportiva nelle scuole. Preparazione di una completa mobilitazione industriale (armi e munizioni) da realizzarsi in caso di guerra contemporaneamente alla mobilitazione militare. Tutti pronti, con la minore spesa, per una eventuale guerra o una eventuale rivoluzione».