Le questioni di famiglia, di politica estera, ecc. dovranno essere risolte in parte mediante referendum popolare diretto ed in parte attribuite alla competenza del potere esecutivo.

Non ho fatto che accennare le principali questioni. Invito tutti i giovani futuristi ad inviarmi le loro soluzioni ai quattro problemi che ho posto, senza avere la pretesa di risolverli definitivamente. Ma mi sembra che la questione sia matura per lo studio. E per noi futuristi «studio» deve significare già un principio di esecuzione. [pg!153] È l'ora di finirla col parlamento. Abbiamo fatto la guerra senza bisogno del parlamento. Senza il parlamento sapremo fare la pace. È ora di sbarazzare l'Italia dalle 508 incompetenze che spadroneggiano a Montecitorio.

La sola esistenza di un «senato» è la vivente antitesi di tutti i principî del Partito Futurista. L'istituzione del senato parte dal concetto che le assemblee elettive abbiano bisogno di essere «frenate» in un modo qualsiasi. La esperienza invece ci dimostra che le assemblee politiche non sono quelle indomite cavalle che la retorica dei nostri padri amava imaginarsi.

Fanno un po' di chiasso, si abbandonano ai «tumulti», tanto per dar da strillare agli strilloni dei giornali quotidiani, ma poi, quando si tratta di far sul serio, finiscono sistematicamente per addormentarsi.

La «rappresentanza sindacale» non sfugge a questo grave inconveniente. L'elemento tecnico è di per se stesso conservatore. I tecnici si abbandonano volentieri alla «routine». Le più grandi invenzioni e scoperte furono aspramente osteggiate dai tecnici. Le inglesi «trade unions» sono in fondo piuttosto conservatrici e attaccate alla tradizione. Le «corporazioni» medievali si irrigidirono fino a cristallizzare tutta la vita economica dell'Europa.

Tuttavia il solo vantaggio che il paese sia governato da gente «che sa il fatto suo» mi sembra tale da indurmi a non rinunziare al sistema [pg!154] della rappresentanza sindacale. Solamente che la rappresentanza sindacale ha bisogno di essere integrata da un altro organo politico, che la stimoli e le impedisca di essere un ostacolo sulla via del progresso nazionale.

E qui cade in acconcio la istituzione dell'«organo eccitatore» che Marinetti propone di sostituire alla decrepita e ingombrante istituzione del senato.

Chiameremo quest'organo «Consiglio dei giovani» o «Eccitatorio». Perchè possa compiere adeguatamente la sua funzione, occorre che esso abbia i seguenti caratteri:

a) deve essere composto di cittadini dell'età non superiore ai 30 anni;

b) deve essere reclutato da persone di tutte le categorie sociali, senza distinzione di classi, per mezzo del suffragio universale diretto;