c) deve essere continuamente rinnovato. Le elezioni saranno annuali;

d) deve constare di un numero ristrettissimo di eletti.

Nove giovani basteranno. Di competenza del «Consiglio dei giovani» o «Eccitatorio» saranno tutte le questioni non prevalentemente economiche. Ma perchè possa agire in senso progressista sulla rappresentanza sindacale, esso potrà prendere iniziativa di progetti di legge anche in materia economica, i quali però dovranno essere discussi e votati in via definitiva dalla assemblea dei rappresentanti sindacali. Viceversa quest'ultima [pg!155] assemblea potrà porre il suo «veto» alle deliberazioni del «Consiglio dei giovani» quando esse apportino conseguenze relative alla vita economica del paese.

È chiaro che dei conflitti possono per tal guisa sorgere fra il «Consiglio dei giovani» e la rappresentanza sindacale. Questi conflitti dovranno risolversi in ultima istanza per mezzo del referendum popolare diretto.

Tali, nelle loro grandi linee, sono le basi dello «stato futurista».

L'Eccitatorio o Consiglio di giovani eccitatori è secondo noi indispensabile.

Gli anarchici si accontentano di assalire i rami politici, giuridici ed economici dell'albero sociale mentre noi vogliamo assai più.

Di quest'albero infatti vogliamo strappare e abbruciare le più profonde radici, quelle piantate nel cervello dell'uomo e che si chiamano: desiderio del minimo sforzo, quietismo vile, amore dell'antico e del vecchio, di ciò che è corrotto e ammalato, orrore del nuovo, disprezzo della gioventù, venerazione del tempo, degli anni accumulati, dei morti, dei moribondi, bisogno istintivo di ordine chiuso, di leggi, di catene, di ostacoli, di questure, di morale, di pudore, paura di una libertà totale.

Avete visto un'assemblea di giovani rivoluzionarî anarchici? Non vi può essere spettacolo più scoraggiante. [pg!156]

Vi noterete infatti la mania urgente, in tutte quelle anime impetuose e rosse, di privarsi subito della loro indipendenza e della loro iniziativa per dare il governo della loro assemblea al più attempato fra loro. Ossia al più opportunista, al più prudente, insomma a colui che avendo già acquistato una piccola potenza e una piccola autorità sarà fatalmente interessato a conservare lo stato delle cose, a calmare la violenza contrariando ogni istinto di avventura, di rischio, e di eroismo.