Si dice che noi siamo un popolo a tutti superiore per il suo genio elastico e creatore, il suo eroismo e per la sua giovanile resistenza muscolare, ma disgraziatamente povero.

No. Non è povero, il popolo italiano. Noi futuristi affermiamo che il popolo italiano è il più ricco della terra, poichè possiede un incalcolabile capitale inutilizzato, costituito dall'enorme patrimonio delle opere d'arte antiche ammucchiate nei suoi musei. Di questo patrimonio artistico, noi proponiamo senz'altro al Governo la vendita graduale e sapiente. Dato che soltanto le Gallerie degli Uffizi e Pitti furono valutate più di un miliardo, l'Italia sarà in pochi anni abbastanza ricca per:

1) avere la prima marina mercantile del mondo;

2) avere una grande navigazione fluviale;

3) intensificare decisamente tutte le industrie esistenti, e creare immediatamente le mancanti;

4) sviluppare fino al rendimento massimo l'agricoltura e sanare tutte le zone malariche;

5) vincere completamente l'analfabetismo;

6) abolire totalmente ogni imposta per venti anni almeno;

7) dare un utile compenso ai combattenti.

Prevediamo tutte le obbiezioni e le distruggiamo: La vendita del nostro patrimonio artistico, [pg!193] ben lungi dal diminuire il nostro prestigio, dimostrerà al mondo che un popolo giovane e sicuro del proprio avvenire ne sa affrontare tutti i problemi, trasformando in forze vive le sue ricchezze morte, come un aristocratico intelligente rinuncia ad ogni fasto vano e lancia il proprio oro nell'industria.