Nostri grandi nemici: tradizionalismo, mediocrismo e vigliaccheria.

Da un lucido amore del pericolo, da un coraggio consuetudinario e da un eroismo quotidiano scaturiscono appunto — naturalmente — la necessità immediata e la bellezza della violenza.

Io vi parlo di tutto ciò in una forma assolutamente apolitica, alla quale voi senza dubbio siete poco abituati; e vi sguaino senza altri preamboli il mio pensiero, che voi potrete anche prendere per un consiglio ad agire.

Non ignoro le prevenzioni accumulate in voi contro di noi futuristi, dalle più o meno allegre chiacchiere dei giornali mercenarî, custodi eunuchi della mediocrazia e del misoneismo italiani.

Forse non avete ancora un concetto esatto di ciò che siamo e di quel che vogliamo.... [pg!212]

Immaginate nella malinconica e stagnante repubblica delle lettere e delle arti un gruppo di giovani, assolutamente ribelle e demolitore, che, stanco di adorare il passato, nauseato dal pedantismo accademico, avido di originalità temeraria, e anelante verso una vita libera avventurosa, energica e quotidianamente eroica, vuol sgombrare l'anima italiana da quel cumolo di pregiudizî, di luoghi comuni, di rispetti e di venerazioni, che noi chiamiamo il passatismo.

Ci consideriamo come l'acido nitrico distruttore che è bene gettare su tutti i partiti, già in putrefazione.

Nel nostro Manifesto futurista, pubblicato 11 anni fa dal Figaro di Parigi, noi esaltammo ad un tempo il Patriottismo, la Guerra — sola igiene del mondo — il gesto distruttore dei libertarî, e le belle idee per cui si muore, gloriosamente opposte alle brutte idee per cui si vive.

Certo, questi principii e queste parole non ebbero mai, fino ad ora, alcun contatto fra di loro.

Voi foste abituati a considerare il patriottismo e la guerra come assolutamente contrarii alla idea anarchica, che fece esplodere tante vite, per la conquista di una maggiore libertà.