Alla gioventù noi accordiamo tutti i diritti e tutte le autorità, che neghiamo e vogliamo strappare brutalmente ai vecchi, ai moribondi ed ai morti.
Il Futurismo proclama così il necessario intervento degli artisti nelle cose pubbliche, per fare finalmente del governo un'arte disinteressata, al posto di quello che è ora una pedantesca scienza del furto.
Ma vi sento già mormorare della nostra inesperienza tecnica. Eh! via!... non dimenticate che la razza italiana non sa produrre, in realtà, che dei grandi artisti e dei grandi poeti, ai quali certo non può essere impossibile l'istruirsi rapidamente, in pochi mesi d'osservazione, della meccanica parlamentare.
Io credo che il parlamentarismo, istituzione politica fallace e caduca, sia destinata fatalmente a perire. Io credo, che la politica italiana vedrà inevitabilmente precipitare la sua agonia, se non si piegherà a sostituire degli artisti — ingegni creatori — alla classe degli avvocati — ingegni dissolventi e palliativi — che l'hanno monopolizzato fino ad ora, manifestandovi oltre misura la loro funzione specifica, che consiste nello sfruttar bene e nel vendere il loro cervello e la loro parola. [pg!218]
Quindi, è specialmente dallo spirito avvocatesco, che noi vogliamo liberare la vita politica italiana. Ed è perciò che noi combattiamo energicamente gli avvocati del popolo, e in genere tutti gl'intermediari, i mezzani, i mediatori, tutti i grandi cuochi della felicità universale, particolarmente nemici di ogni violenza, ignobili maestri di diplomazia bassa, che noi riputiamo dannosi ed ingombranti nell'ascensione della maggiore libertà.
La loro presenza è diventata ormai goffa e ridicola in questa nostra vita ferrea e convulsa, ebbra di una frenetica ambizione e sulla quale giganteggia la nuova e tremenda divinità del pericolo.
Le forze oscure della Natura, prese nei lacci e nelle reti delle formole chimiche e meccaniche, e così asservite all'uomo, si vendicano terribilmente, balzandoci alla gola con la selvaggia irruenza dei cani arrabbiati.
Ben lo sapete, voi, operai degli arsenali, fuochisti dei transatlantici, marinai dei sottomarini, operai delle acciaierie e dei gasometri!
Mi sembra inutile dimostrarvi qui come, per lo sviluppo fulmineo della scienza, per la prodigiosa conquista delle velocità terrestri ed aeree, la vita essendo diventata sempre più tragica, e l'ideale di una serenità georgica essendo ormai definitivamente tramontato, convenga oggi che il cuore dell'uomo si famigliarizzi sempre più col pericolo immanente, per modo che le generazioni [pg!219] future possano essere ringagliardite da un vero amore di questo pericolo.
Il progresso umano esige sempre più delle anime da giocatori d'azzardo, dei fiuti da segugi, delle intuizioni temerarie da aviatori, delle sensibilità medianiche, delle divinazioni da poeta.