La complessità psichica del mondo è singolarmente aumentata per l'accumularsi delle esperienze fornite dalla storia, per la corrosione continua e il controllo eccitante che la stampa va operando.
La febbrilità e l'instabilità delle razze sono divenute tali da sconvolgere ogni calcolo di probabilità storica.
Potrei anche parlarvi del logorio che hanno subìto tutte le vecchie formole sintetiche che influenzavano il movimento dei popoli, tutte le ricette e le panacee di sicura e immediata felicità.
È ormai profonda in noi la convinzione che tutto si complica, che ogni semplificazione ideologica, dimostrativa o amministrativa è illusoria, e che l'ordine assoluto in materia politica o sociale è assurdo.
Siamo giunti alla necessità di accettare in noi e fuori di noi la convivenza degli elementi più contradittorî.
Il popolo non potrà per nessuna forza, per nessuna volontà, rinunciare mai alle sue libertà conquistate. Rinunciarvi, sarebbe come volersi servire della diligenza, ora che le reti ferroviarie hanno rimpicciolito e offerto il mondo ad ogni [pg!220] singolo cittadino, come un giocattolo da palleggiare e da osservare.
Queste libertà individuali, che ingigantiscono nel loro sviluppo verso una possibile e desiderabile anarchia, debbono coesistere con un principio di autorità. Questo, per meglio salvaguardare le singole libertà, tende a distruggerle.
Vi è dunque una convivenza ed insieme una lotta salutare di principî ostili, come fra i diversi elementi che compongono il sangue dell'uomo. Cosicchè l'Italia dovrà sempre più attivare in sè il doppio fervore di una possibile rivoluzione proletaria e di una possibile guerra.
Tra il popolo, sinonimo di libertà crescente, e il governo, sinonimo di autorità decrescente, corrono in certo modo i rapporti, amichevoli e antagonistici insieme, che corrono tra il proprietario e gl'inquilini di una casa.
Vi è infatti qualche cosa di simile tra una rivoluzione contro un governo colpevole di tirannide o d'incapacità, e il brusco trasloco di un inquilino, quando il suo padrone di casa rifiuta di fare le riparazioni necessarie contro le invasioni della pioggia, del vento e del fulmine, o quando egli non seppe difendere i proprî inquilini dai ladri notturni.