Una mandra in fuga... Dorsi curvi e folli, gambe levate, davanti al trotto sgangherato di una cavalleria incapace di correre sul selciato. [pg!231]
Naturalmente, gli oratori che riformisticamente avevano tinto di rosa, non di rosso, la folla, erano spariti... Dove e perchè? Senza dubbio per qualche loro improvvisa rivoluzione intestinale!...
Ma una rossa visione mi si affaccia alla mente: una visione che conforta il mio sangue futurista...
Vedo un crepuscolo fumoso di capitale, su una strada viscida di pioggia e già chiazzata e febbricitante di riflessi...
Nella grande rete dei fili tramviari e telefonici, mille luci arrabbiate azzannano la polpa dell'ombra!... Pallore famelico delle case!... Oscuri profili irritati!... Laggiù, nelle vie laterali, ove furono fracassati tutti i lampioni, tenebre, tenebre massiccie, rotolate giù da chi sa qual cielo distrutto!...
Ad uno sbocco di via, una folla compatta, nerissima...
È formata, quella folla, dalle vostre donne e dai vostri figli: braccia intrecciate di notturna foresta africana; tutti incastrati l'uno fra gli altri come i mattoni di una muraglia!
Voi, uomini, vi schiererete davanti alle vostre donne, in quella tragica jungla di pietra e di ferro, sotto i rotondi frutti elettrici, esplosi, lattescenti, bianchissimi, e caricherete tranquillamente le vostre carabine, per le belve poliziesche.
Risuoneranno allora, improvvise e beffarde, le note dello squillo, funebre rasoiata attraverso la gola muta del silenzio...
Ed ecco il comando urlato: «Avanti!». [pg!232]