Mi direte che è questione d'intelligenza. È vero. Ma è specialmente questione di una qualità eminentemente futurista della intelligenza: l'Elasticità.

L'ardito che si slancia contro i carabinieri che gli vietano una dimostrazione o contro masse di sozzalisti antipatriottici dovrebbe con elastica intelligenza fermarsi ed abbracciare il cittadino isolato che osa, affrontando tutti i pericoli, lanciare un grido come quello di «W. l'anarchia!».

Nel settembre 1914 io fui imprigionato coi miei amici futuristi nell'enorme e terribile carcere di S. Vittore per avere organizzato e scatenato le due prime dimostrazioni per il nostro intervento contro l'Austria.

Avevo dietro il muro di destra un giovane meccanico che aveva accoppato la sua amante ritornata un'ora in ritardo a casa. Dietro il muro di sinistra un fabbricante di monete false. Questo era considerato da tutti come una persona importante, un forte, un quasi arrivato. Attraverso le inferriate e mediante la telegrafia delle nocche io comunicai con quasi tutti gli incarcerati. Sono uscito da San Vittore con una discreta esperienza [pg!237] in questa tragica materia. Non ammetto e considero assolutamente criminale il vantato diritto della società a chiudere e soffocare anime, polmoni e muscoli di individui fra enormi muraglie e dietro porte incrollabili. La società che incarcerava il falsificatore di monete, l'uccisore dell'amante e l'interventista prematuro, compiva tre delitti superiori non soltanto ai nostri tre delitti, ma a qualsiasi delitto umano. Lurido abuso di potere paragonabile all'uso della mazza ferrata sui feriti o gli svenuti.

I carceri sono delle infami trappole che presuppongono un bestialissimo Ordine-gatto accanito contro dei simpaticissimi e ingenui temperamenti-sorci. Tutto in omaggio alla vigliaccheria del cittadino il quale dovrebbe poter circolare nelle città come in un bagno tiepido portando a zonzo il suo corpo imbelle, i suoi muscoli flosci, il suo dorso privo d'intuizione, sotto lo sguardo paterno e protettore del carabiniere.

Ebbene, è tempo che i carceri e gli ergastoli, questi avanzi del medioevo, siano distrutti e rasi al suolo.

Il cittadino deve mediante una educazione razionale dei muscoli e del coraggio conquistarsi una piena responsabilità fisiologica e morale che dal pensiero passi alla parola e dalla parola — se è necessario — allo schiaffo e al pugno per difendere il proprio diritto e moderare eventualmente l'abuso del diritto intorno a sè.

Quando tutti i cittadini saranno capaci di difendersi [pg!238] da una aggressione e di rintuzzare con un pugno bene assestato una villania o una ingiustizia, regnerà finalmente l'ordine elastico e l'elastica libertà senza carabinieri che deve regnare in una umanità superiore.

Propongo perciò che nelle scuole il tempo consacrato all'insegnamento classico del greco e latino sia in parte impiegato all'educazione fisica dell'adolescente. Formeremo così dei giovani muscolosi, agilissimi, coraggiosi, audaci, pronti alla decisione egualmente capaci di smontare un motore a scoppio, di tenere il libro mastro di una azienda commerciale, di guidare una automobile, di afferrare per la gola un borsaiolo e di schiaffeggiare un traditore.

Intelligenza pratica, istinto onnipresente, lucidità e prontezza di spirito, passione della vita, dei suoi pericoli e delle sue mutevoli avventure, ingegno improvvisatore, abilità e velocità nel risolvere tutti i problemi per ottenere i massimi frutti nel minor tempo possibile.