1. Siete diventati arditi per un amore sfrenato della nostra divina Italia. Se avessi davanti a me i vostri soldati, io farei qui la glorificazione della nostra meravigliosa penisola, riassunto di tutte le bellezze del mondo. Direi ai napoletani che la curva languida del golfo continua nella linea delle belle donne per formare l'agile calice sonoro d'una bella voce italiana, tornito dalla più soave atmosfera e dalla luce più ricca.

Per quel golfo e per l'isola di Capri, si può ben lanciarsi all'assalto e anche morire.

Direi agli arditi siciliani ch'essi si battono per la loro isola, sintesi di tutti gli ardori e di tutti gli splendori dell'Africa e della Spagna. Direi agli arditi sardi che il loro eroismo stupendo sarà ricompensato da altrettanto denaro, da tutto il denaro che si dovrà dare per il risanamento completo della loro isola forte ma sventurata.

Direi agli arditi veneti, emiliani e lombardi che le loro feconde pianure predisposte a tutte le velocità commerciali e industriali meritano il massimo eroismo contro l'invasore rapace e imbecille. [pg!250]

Direi a tutti i soldati arditi:

Siate orgogliosi di sentirvi italiani, nati proprio in questo periodo della storia d'Italia e destinati dunque a risolvere col sangue d'un colpo solo tutti gli enormi problemi del nostro avvenire italiano. Privilegio unico: salvare l'Italia, ingigantirla.

A voi ufficiali, io dico:

Qual'è l'italiano che, rileggendo gli infami bollettini tedeschi pubblicati dopo Caporetto, non senta il dovere di correggerli fulmineamente, con pugnalate, sulla pelle dei generali tedeschi?

2. Voi siete diventati arditi per un amore sfrenato della libertà. Lo conciliate con la disciplina necessaria ad ogni esercito che voglia vincere.

Ho constatato che la disciplina impostavi dai vostri capi è una bella disciplina elastica che non soffoca, che non può soffocare il vostro gagliardo individualismo impetuoso.