—Perchè il rimorso, vedi?,
è l'esca delle gioie più profonde…
Con tanto di lussuria e tanto d'alcool,
tu avrai… Che cosa?… facciam l'addizione…—
Ma io, d'un balzo, ne afferrai una per la gola,
gridandole con angoscia sul muso:
—Che cosa mi darete?… dite… dite, perdio!…
Senza mercanteggiare!… Denaro contante!… Su! Presto!—
Tacquero impensierite le Logiche…
Poi una con voce sorda mi disse:
—Fuma! Fuma la pipa estenuante del tuo sogno!—
un'altra:—Bevi, bevi quanto più puoi,
fino alla nausea, fino al disgusto!…—
Ed altre borbottarono:—Tu dovrai trascinare,
sempre, il tuo corpo snodato e pesante come catena
attaccata alla palla vuota del tuo cranio!
—Le tue vene dovranno puzzare come fogne;
il tuo cuore dovrà scampanare
come campana a stormo, e tintinnare
come un mazzo di chiavi fra le mani
d'un carceriere in un fosco mattino
di esecuzione capitale,
affilato da un tepido sole primaverile…—
. . . . . . . . . . . . . . . . . .
—Allora, solo allora, cantarono le Logiche
sottovoce, tutte insieme, alzando al cielo le braccia,
allora, solo allora, ti entrerà nel cuore
la felicità!…
Una Felicità rosea, flessuosa e leggiera,
che sfiora la Terra col suo passo,
scivolando via sulla brezza…
Una bambina dagli occhi puri come pervinche umide…
Le sue labbra insanguinate da gioie soprannaturali,
inebbriano perdutamente gli Angeli,
come le frutta che pendono dai frutteti di Dio!
La felicità bambina ti entrerà nel cuore
senza ragione, naturalmente,
perchè è tanto buia la casa del tuo cuore!…
«Cantando e sgambettando, ti farà sorridere, ridere a crepapelle, e riderà sgangheratamente essa pure con tutti i trentadue lontani Soli che le fanno da denti, e con mille moine rime obbligate intrecciando e smorfie puerili!…
«Or dunque fuma nella tua pipa, fuma fino ad averne la nausea, perchè il canto della sirena ed il grido esasperato del tuo desiderio si disperdano alfine nella nebbia del Sogno!…—
Allora la rabbia mi scosse dai talloni ai capelli, e balzando, alti i pugni, sulle Logiche fredde, gridai: —Ditemi, ditemi dunque il Perchè di questi loschi commerci!…— Categoricamente, le Logiche, con gesti brevi e netti, senza esitare, si segaron la gola per tutto argomento!…
Un'ora dopo mi svegliai, senza sapere dove mi fossi… Bettola araba? taverna indiana? Chi sa? La foia affocava quell'antro e il rimorso ne scrollava le mura… Era una taverna indiana, dal soffitto bassissimo, fatto a spegnitoio, che d'ora in ora calava, schiacciando le lampade fumose dell'Anima mia!…
Con la speranza di trovare ancora la Notte, mia vecchia ruffiana, la Notte cieca e sorda, dalle dita mollicce di lievito infernale, infransi i vetri delle finestre…
La Notte se l'era svignata, scavalcando l'orizzonte,
ed io sentii, compresi, che Stelle e Stelle piovevano,
interminabilmente,
nei pozzi senza fondo delle mie ossa!…
—Midolla e sangue per lunghe sorsate d'oblio!…
È questo il prezzo dei bei sogni… È questo!…—