La voce del Mare.
Le vostre carezze brucianti, le vostre sapienti carezze son come un tragico annaspare di ciechi remeggianti pei corridoi di un labirinto…. I vostri baci hanno sempre l'accanimento instancabile di una disputa rabbiosa fra due sordi chiusi in fondo a una nera prigione… Con tutto il vostro acutissimo amore e con tutte le vostre carezze voi per sempre sarete perduti, sepolti nelle Tebaidi infocate della vostra carne!… Tu che t'ostini a baci insoddisfatti sul corpo della donna che rantola fra le tue braccia, perchè contempli con tanta mestizia la bocca irraggiungibile delle Stelle lontane?
La mia voce.
O Mare, Mare sornione, che vai, vagabondo, lontano fra i tuoi stracci di bruma, maledetto stregone… conosci tu la gioia di strappar lentamente uno straziante spasimo a questa carne morente e d'ammucchiare, a forza di carezze e di baci tumultuosi, i mieli brucianti della lussuria nelle sue vene aperte?… Aspetto il supremo sussulto di questo corpo snodato che si dissolve in delizia, e voglio la comunione suprema delle nostre agonie, perchè il suo corpo alfine mi ringrazi, ebbro di gioia, della crudele lentezza dei miei pugnali… perchè alfine le labbra innumerevoli di tutte le sue ferite bàcino fervidamente le lame che le fan piangere e morire, felici e trafitte…
Se da Lei m'allontano, subito le sue mammelle m'affàscinan lo sguardo, come le rive di vaporosa madreperla, nobilitate dall'aurora, che tante volte io vidi sull'arco dell'orizzonte, davanti alla prua della nave… Oh! rive fascinatrici, fiammanti d'Ideale, calmi origlieri di sabbia che i miei grandi sogni migratori sorpassarono a rapido volo!… E questa fronte pura splende talvolta nell'ombra come i vetri illuminati di una villa che tutta madida ne sembra d'una dorata felicità… Oh! la dolcezza di vivere nell'intimo calore della sua anima, sotto una fronte così trasparente!…
La voce del Mare.
Per quanto tu viaggi, lanciato verso l'ignoto a galoppo, non potrai mai rivedere i chiari vetri illuminati, la sera, di calma felicità!… Com'è lontana dalla tua anima questa bella fronte ideale che le tue labbra sfiorano teneramente!… I vostri baci saranno sempre, sempre illusorî, poichè tutto un cielo infinito vi separa!…
La mia voce.
Sì! Lo sento, lo sento… Abissi profondi s'immensificano fra i nostri cuori insaziati!… E ben so, immenso Mare, che i tuoi flutti turchini dalle braccia tese, stillanti di pietre preziose, sorridono lungi da me, all'altro polo, con occhi pieni di gioie ben più allucinanti!… So che tu scorri con più dolce abbandono e più profumi sparsi, sgranando le tue perle rosee, su spiagge liete che una gran Sera divina tutte bagna di felicità e di azzurro immutabile! Anche so che altri amanti vi si stendon su le sabbie, come noi, angosciati fra l'ardente sbocciare degli astri, e perdutamente inconsolabili di sentir le loro bocche sì lontane pur mentre si fondono in frenetici baci!… E sento che le nostre carezze, le nostre sapienti carezze, son simili a un tragico annaspare di ciechi remeggianti nei corridoi d'un labirinto!… Sento che i nostri baci hanno la foga pazza d'un dialogo rabbioso fra due sordi chiusi in fondo a una nera prigione!… Sento che noi saremo sempre, sempre sepolti nelle Tebaidi infocate della nostra carne… soli in mezzo al monotono vocìo di taverna che sale dalle profondità della lussuria… soli sotto il Destino e i suoi grandi macigni di Dolore, sospesi sopra le nostre teste… soli, sotto il Destino, che scroscia sinistramente come una chiusa colossale!…
La voce del Mare.