Quando ripresi il cammino verso la profondità delle livide notti il cuore mio, fattosi nero, ebbe sete, e avidamente io bevvi la nera acqua delle fontane… …. Indi fuggii, precipitando i miei passi, verso l'Ignoto… Poichè sono il mendicante che va lungo le spiagge implorando amore e baci, per nutrirne il suo Sogno, con in cuore il terrore di affondare per sempre i suoi piedi sanguinanti nella freschezza carnale delle sabbie, in riva ai mari, in una qualche Sera di stanchezza mortale e di Vuoto infinito!…
7.
IL DEMONE DELLA VELOCITÀ.
1.
Le Terrazze dell'amore.
L'anima mia insaziata s'abbeverò di gioia nella frescura vermiglia e succulenta delle verzure, là in alto sull'aerea terrazza che domina la città crepitante di luce e traboccante d'ombra ed il gran porto dall'alberature aggrovigliate fingenti una fumosa battaglia di scheletri!…
La terrazza divenne per noi un serbatoio d'azzurro, immateriale bacino ove l'acqua vergine della sera s'accoglieva pensosa, in tondo, misteriosamente… L'anima mia insaziata s'abbeverò di gioia a quelle balaustrate, là in alto, tra l'involarsi dei nostri baci e la fumosa fantasticheria de' tuoi grandi occhi azzurri, a lungo prigionieri nelle fornaci del Giorno… de' tuoi grandi occhi azzurri che si liberano nello spazio, quando la notte cala!…
Oh! come incatenare i nostri cuori già ebbri di seguire la dolce carovana delle nomadi stelle, e il loro trotto sfavillante, su, su, per le chine del cielo, e i loro agili raggi che vibrano e tintinnano, al crepuscolo, come sonagli d'oro sul deserto dei mari?…
Oh! come incatenare i nostri cuori già ebbri di vivere in pace tra i fuochi sparsi delle stelle accampate come un'orda barbarica sulle cime lontane?…
Io mi ricordo di te, chiaro volto inargentato dal vaporar delle lagrime, bel giglio sbocciato nelle profondità orribili della mia tristezza… bel volto che l'alito azzurro dell'infinito a quando a quando agitava sullo stelo del tuo corpo ideale!…