Staccando alfin la mia bocca dalla tua bocca satolla, vedo—oh terrore!—la Notte vorace salire verso le nostre labbra… la Notte, divoratrice eterna di speranze e d'oro solare!… Un giorno!… Ecco ancora tutto un gran giorno annientato!… Salvami, bel Destino!… mio Destino che amo!…

2.

Il Torrente millenario.

La grande Notte insidiosa, inarcandosi alle ringhiere, s'arrampica senza rumore su, su, da un piano all'altro, agilmente, e s'aggrappa alle nubi sontuose di turchese!… Le sue ali membranose anneriscon le forme e l'ondeggiante indolenza delle verzure, metallizzate con la durezza lucida dell'acciaio e la pesantezza del piombo diffuso nell'atmosfera…

Oh! calma, Anima mia, la tua febbre sovrumana, poichè ci è dato di assaporare un'ora squisita, in libertà, a piacer nostro, riposando i nostri desiderî inoperosi al ritmo dei ventagli pacificanti del silenzio!… . . . . . . . . . . . . . . . . . . Partiremo a notte alta… La sera è prodiga insieme di chimeriche rose e di labbra illusorie profumanti i balconi!… T'affretta intanto, Anima mia, a gettare un lungo sguardo sulla vermiglia terrazza dell'Amore, poichè già lentamente si va coprendo di veli, e poichè incerte pàtine d'ombra e di vecchiezza sordamente divorano i fiammeggianti ori dei vetri che dànno sul mare! Piangeva forse la mia donna? Non so… E la sua voce?… E i suoi singhiozzi?… Dimenticati! M'afferra la vertigine subitamente alle viscere ed io mi slancio, e lascio a malincuore il gran porto assopito, per attraversare la città dal cuore di fuoco, gonfio d'angoscia, ed il suo soffocato rombar di caldaia!…

A un tratto la strada fangosa s'esalta sotto i miei passi, violacea nel fulgor sussultante delle luci…. la strada azzurreggiante s'eleva gonfiandosi in tutta la sua veemenza instancabile verso lo spegnitoio immenso del livido cielo che va schiacciando tutti i miei desideri or fiammeggianti diritti, ora striscianti a terra…

Guardatevi dalle promesse ingannatrici delle belle sere, e dalle loro sparse speranze di liberazione e di gioia inaudita, fra la triste fuliggine che sale al basso soffitto del cielo col suo lezzo melato di nera prigione!…

Io la sento fuggir furibonda sotto i miei passi, la grande strada azzurreggiante e violacea, lustrata dagli amari riflessi che la straziano coi loro innumerevoli stridi lunari!… E la sento balzare contro di me, lungi da me, verso la libertà che l'attira, verso la spaventevole caverna del livido cielo che dall'alto la spia, del vasto cielo liberatore e tiranno!

Ecco: i binarî lucenti indolentemente si torcono, e frenetici sembrano nella pigra mollezza delle loro torsioni… I binarî lucenti, pur rimanendo immobili e silenti si slanciano, accaniti a raggiungere in cielo le fulgide costellazioni che viaggiano!… I binarî lucenti sembran tremare di gioia, allacciando con grazia sul basso orizzonte i moribondi fuochi della sera, densi come un belletto roseo… Son cento? Mille? Diecimila?… Assai più!… Innumerevoli sono i grandi occhi violetti, verdi e rossi dei fantastici tram i grandi occhi che scivolano, che affondano in folla, cozzando fra loro ed incrociando le loro ciglia di fuoco… Pazzia!… Pazzia! Lontano, lontano sulla strada, ecco scoppiano gli occhi rabidamente, e si mordon l'un l'altro, simili a bocche d'orco che azzannino corpi infantili… Pazzia! Pazzia! I grandi occhi si tuffano, svaniscono, s'involano, lottando di velocità, in un lontano andirivieni d'ombre e d'oro!…

Rièccoli!… Rièccoli! S'accelera per prodigio la loro andatura aggressiva, di sussulto in sussulto, di continuo salendo a scosse dorate, orribilmente, contro i miei occhi, contro la mia fronte, senza posa, senza posa, quali teste di comete infocate!…