Via! Presto! Scavalchiamo e superiamo codesto promontorio di sventura!

Ecco alfin l'alto mare selvaggio dagli onesti consigli! Il mar colpito da un improvviso pànico qui lotta e fugge… Ma verso qual mèta? Barche io vedo che spiegan le vele ad abbracciar le stelle e si lusingan di vincere i flutti del mare che lotta invano e senza mèta fugge! Dov'è andata l'Aurora?… E il suo alito di gelsomino?… Svanirono nell'umida calura e nella penembra che invecchia!…

L'Aurora!… Tanto speravo vederla sorgere in un prodigio di sete inebbrianti sotto un ciel rinnovato!… Ma la notte ruina ed il Sol s'allontana, retrocedendo verso l'opposto polo lentissimamente! Splendore ossessionante di una Sera immobile, sul mare!… O Sera di rimorsi e d'impossibile, o Sera di dolori irreparabili, miserevole specchio che avvizzisce la mia tristezza… Su!… Presto!… ch'io sfondi alfine il tuo pallore pietoso, amaro, gravido di rimproveri!

Eh! sì! Ben potevo cantare a becco aperto accanto al mio bicchierino colmo di miglio e bere, e bagnarmi la sera nell'acqua stagnante d'una tazzina, al pari d'un canarino!… Che dici?… Le donne? E che mai importava ch'io mi curassi del loro fermento carnale e dei loro seni spalmati di droghe, poichè l'anima mia gode sì poco, oh! niente, quasi, tra le loro braccia?…

Nulla agguaglia il delirio di balzare nel buio! Urrà! cantiamo!… Il mio treno folle s'è liberato dal peso schiacciante del Sole! Urrà! Non lo vedete discendere agilmente verso il cuor della terra, come un enorme trivello, raschiando in giro le pareti dell'inferno?…

5.

Le Foreste vendicative

Perchè, mio folle cuore, ti lanci così, perdutamente, nella foltezza delle foreste? Non senti contorcersi irosi, a te intorno i vendicativi fogliami che il Sole feroce martirizzò tutto il giorno coi suoi pugnali di fuoco? Come te le foreste, esasperate d'ira malvagia, si vanno accanendo in sussulti terribili, per graffiar, mentre passano, le nubi grevi e panciute, di porpora.

Ma passano le nubi noncuranti su la tua follia di gran fiume polare che infrange i suoi ghiacci, e sui gesti forsennati delle foreste vendicative. S'allontanan noncuranti le nuvole grevi come vecchi guardiani disillusi nel cortile di un manicomio! Sii dunque pazzo, focoso treno dell'Anima mia! Sii dunque pazzo a piacer tuo!… Tanto meglio! Ed a tutti rispondi, scoppiando in bianche risate di vapore, con lucidi fischi impennacchiati d'orrore!

O povera Saggezza!… Oh! l'immensa gioia di sentirsi assurdo!…