Senza terrore contempla la curva Notte, ammantata nelle sue tenebre a lunghe pieghe, che verso lo Zenit trascina la Via Lattea come una enorme rete d'oro, piegando sotto la follia ed i fulgidi guizzi delle stelle squamate come anguille!… Oh! mangiane, se vuoi, per saziar la tua fame!…
Lo sai, che queste stelle, grappoli succulenti di luminose uve gonfie di rosso sugo, uve che maturarono al basso del ceppo inzaccherate dei vapori cocenti che all'orizzonte stagnano… lo sai, mio cuore, che questi grappoli siderali sono assai più saporosi d'ogni altro grappolo d'astri? Ecco di che placare l'immemorabil tua sete!…
Città rugose dai ponti neri le cui tremule dita affondano nella giovinezza chiassosa dei torrenti… Città inchiodate dalla paralisi, che contro le nubi in urti sonori spaccate la fronte vibrante dei vostri campanili cascanti dal sonno… non vi stancate invano a trascinar lontano dietro al mio correr veloce le vostre mura crollanti! Piuttosto riposatevi, e rimanete così, tutte adunche d'invidia e di rancore focosamente immote, ebbre d'odio, perduti gli occhi a contemplare gli uccelli migratori che fanno soste brevi sui vostri lunghi campanili, per schizzar fimo e rivolarsene via con la stanca indolenza disdegnosa delle loro ali librate!… Urrà! Urrà!… Cantate! Ballate, miei cari desiderî suicidi! Suvvia, fieri demoni che pedalate furiosi cavalcando senza sella le ruote giganti del mio folle treno!… Addosso! Addosso ai monti!… Dobbiam superarli, poichè domani il Rimorso forse potrebbe schernirci ed avrebbe ragione!… poichè la Morte—pensate!— potrebbe domani afferrarmi alla cintola ed obbligarmi a lasciare le staffe!…
Monti! Mammùt in mostruosa mandra che pesanti trottate, inarcando le vostre immense groppe, eccovi superati, eccovi avvolti dalla grigia matassa delle nebbie! E odo il vago echeggiante rumore che sulle strade stampano i favolosi stivali da sette leghe dei vostri piedi colossali!…
Lampi! o bei lampi, io disdegno i vostri colpi d'ascia violetti, vibrati in pieno sul mio nero cuore! Lampi! o bei lampi, io disdegno i vostri scatti sonori!… Urrà! Urrà! Venti che volete uncinarmi coi vostri lunghi raffi allo svoltar delle valli, io vi ho sorpassati, frantumati, vinti!… Urrà! Urrà!… Son sorpassate o vinte le cupe Città suppliziate sulle grandi braccia in croce delle candide strade Vi ho sorpassate, foreste gesticolanti!… Ed ecco già sull'arco lontano dell'orizzonte il Mare dalla lucente armatura lunare!… Oh! Ebbrezza di tuffarmi nell'onde, fra l'alito effuso del largo, saturo d'al di là!… Ed ora, a noi due, bel Destino!… Giochiamo alfine la nostra partita sublime!… Folle partita che intavolare dovremo sull'immenso tappeto del firmamento, in fretta, in fretta, assai prima che l'Aurora dalle mani scarlatte venga con un gesto furtivo di baro a rubarci, l'una dopo l'altra, le stelle bipartite di nero e d'azzurro che sono i nostri dadi fortunosi!
9.
Il Demonio lusingatore
O laceranti fischi, bei lampi a zig-zag!…
Sono fosforee forbici di streghe, che tagliano il velluto e l'orpello delle nuvole, con ebbrezza squarciando i palpitanti panneggiamenti delle tenebre seriche per farne il mio sudario?
Ben vedo sulle cime lontane fili d'oro ondeggianti che mostruosi gomitoli sdipanano a casaccio, mentre il Vento dal lungo pelame di gatto d'Angora si trastulla con essi, agitandoli con la sua morbida zampa…