LULÙ (rivolta a me, strizzando l'occhio).—Dite su… È un gran pezzo che non vi si vede!… Non ci sente (Indicandomi col dito la mia Anima addormentata) Perchè non venite a trovarmi? Lui (indicando la mia Anima) non c'è mai. Se sapeste com'è noioso!… Verrete, non è vero?… Quando?… Mi direte cose molte allegre, e ci divertiremo moltissimo! Ve lo prometto!… Ma… zitti!
IO.—Siamo intesi, Lulù!…
(E rispondo alla sua occhiata con uno sguardo languidissimo, pur pensando che è schifoso tradire così, senza piacere, il mio migliore amico, la mia Anima, con una ragazza che egli ha il torto di adorare!… Basta!…)
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
(Entrano nel caffè dei nostri amici. Uno di essi batte sulla spalla della mia Anima, che si desta di soprassalto).
L'AMICO (alla mia Anima)—Sai? Lulù mi ha dato da leggere il tuo poema … Mi ha detto che è una cosa senza senso!
LA MIA ANIMA.—Lulù è una sciocca! D'altronde, non
val la pena che tu lo legga!… Non ne capirai un'acca!
GLI AMICI (in coro)—La! La! La! Lulù ha ragione…
Siamo del suo parere!… Il tuo poema non è interessante!…
Hai fatto di meglio!…
LA MIA ANIMA.—Cretini!
GLI AMICI (in coro)—Che arie!… Sei molto villano, questa sera, caro amico!