LA MIA ANIMA. (Lo tengo fermo, per le spalle contro la tavola. Pure, col volto congestionato e con gli occhi fuor dall'orbita, egli urla:)—Sì! Sì!… Siete tutti cretini! Tutti imbecilli!… L'Arte… la Poesia… Voi non capirete mai nulla di queste cose!… D'altronde, io sono un grande Artista… ho del genio… vi disprezzo tutti!… E me ne infischio, dei vostri giudizî!…
IO (alla mia Anima)—Suvvia!… sta zitto! Sei pazzo!… Vuoi tacere?… È stupido, quello che vai dicendo!… Dopo tutto, costoro hanno soltanto espressa un'opinione… Non ti hanno già insultato, che io sappia!… Pensano che tu sprechi il tuo talento a cercare delle cose senza importanza… Ognuno ha le proprie idee… Tu te ne infischi… e buona notte!…
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«In fondo, Anima mia, tu sai benissimo che non basta aver dell'ingegno, del genio, anche, di fronte al nostro Ideale comune: la Felicità assoluta, la Gioia pacificatrice… Tutto è collegato, nella vita… I geni e gl'imbecilli si danno la mano, per ballare in tondo, nelle Tenebre, sotto l'Infinito muto e beffardo!… La bellezza dell'Arte e la stupida Realtà sono ugualmente colpite dall'impotenza e dall'imbecillità, davanti all'ineluttabile miseria dei nostri destini e all'irrealizzabile assoluto!… Non v'è nulla di più ingenuo che il voler raggiungere e fissare l'Assoluto, tanto nell'amore che nella letteratura, per mezzo della lussuria, del verbo, o del silenzio!… Mi ascolti?… Ebbene: ragioniamo un poco!… Vuoi che la tua arte sia apprezzata, o vuoi che sia disprezzata?… Alludo alla folla, alla maggioranza, ai cretini!… Vuoi forse essere compreso?… Prevedo la tua risposta: «L'Arte basta! Basta l'ebbrezza di creare della Bellezza!…» Allora, Anima mia, bisogna sputare insolentemente sulla vita, sulla gloria, sulle donne, sull'amore, e rimaner solo!… Solo? No, non assolutamente!… Bisognerebbe conciliar le cose… Infatti… infatti… Capisco perfettamente. L'Arte è inafferrabile e lontana come una Stella…. ed è triste, molto triste, adorare una Stella!… Inoltre, bisogna soddisfare il proprio orgoglio con un po' di dominazione…. Dunque, ti occorre della gloria immediata… ti occorrono delle donne che vengano a offrirti le loro labbra.
«Tu pensi, come penso io, che il creare stanca, come pure il comprendere tutto e sempre?… Si resta invariabilmente a mezza strada, non è vero?… quando si sale il calvario dell'impossibile perfezione artistica!… E poi, pensa… Noi dovremo morire, nonostante il nostro genio… E saremo dimenticati prestissimo!… I capolavori sbiadiscono, dopo qualche secolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
«Quanto alla felicità, essa appartiene ai mediocri e agl'imbecilli… La vita di costoro scorre con la pienezza felice e satolla dei grandi fiumi che affondano pigramente nell'orizzonte. La loro corrente calma e trasparente, non ha colore nè luce singolare, e trascina incoscientemente, verso l'ignoto della morte, innumerevoli paesaggi capovolti e divenuti assurdi…
«Tutta la felicità sta in questo, e non bisogna disprezzarla… Nulla è più triste che il disprezzare ogni cosa, prima di averne goduto, poichè è senza dubbio un'inferiorità l'essere insoddisfatto, foss'anche d'Ideale!…
«Tu sei ridicolo, vedi?, come un gran re decaduto, che vada portando in giro le sue torce fiammeggianti, le sue porpore sontuose e le sue squillanti fanfare… in un paese di sordi e di ciechi! . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
«E la povera Lulù?… Hai torto d'insultarla, perchè ti ha detto una sciocchezza!… Che pazzia, l'esigere sempre, e da tutti, dell'intelligenza!… La sua stupidaggine è in perfetta armonia col gioco dell'universo! Sei tu, Anima mia, che urti e sconvolgi l'ordine!… Il tuo genio è assolutamente sconveniente!
«Inoltre, Lulù è graziosa e ti vuol molto bene… E tu sai di non poter fare a meno di lei!… Ricordati, Anima mia, che in certe notti di novembre, in una di quelle notti, lugubri e tutte intirizzite di stelle freddolose, in cui l'orgoglio del Genio crolla ad un tratto nel nulla… in una di quelle notti astiose, piene di rancore, in cui il coraggio e la forza si sgretolano come per incanto… ricordati, Anima mia, che ella seppe pacificare il tuo povero cuore con una sola carezza… anzi, con un solo sorriso!…