9.

IL CANTO DELLA GELOSIA.

1.

Sulla spiaggia.

O Giulia mia, non abbandonare così le tue palpebre e tutta la tua carne bramosa che adoro ai baci voraci del Sonno!…

Vedo le tue ànche grondare di un profumato sudore inebbriante, simili ai tondeggianti fianchi d'un vaso che trabocchi di miele o d'un prezioso unguento, ed ho, sinistro, il terrore di vederti addormentata!… Scuoti, piuttosto, la tua indolente capigliatura, perchè s'apra intorno a noi come una rete d'oro per prendere il Sole… E stendi le braccia!… Sembran più molli che petali di magnolia, agonizzanti….

Allontana a uno a uno i sonnolenti papaveri che invischian la tua nudità sulla spiaggia… Non dormire, o mia Giulia… Un dio verrebbe a possederti nel sonno, un dio dall'elmo di fuoco e dal torso fiorito d'amorose pupille!… Io graffio l'aria che ti circonda, perchè vedo ansare il tuo corpo bianco che affonda nelle sabbie fresche e lisce dell'oblio!… Vedo la carne tua, tutta aperta e abbandonata… la tua carne pregante che implora baci!… e lo sento: il tuo corpo è scavato da una carraia profonda che accoglierà le ruote dentate di uno spasimo possente!…

Ah! chi potrà liberarmi dal dubbio?… Ah! il mistero terribile del tuo sonno!… È il meriggio, lo so… È questo il più chiaro e trasparente meriggio della terra!… Eppure, la Notte greve, la Notte vellutata di piume striscia sull'anima mia senza rumore!… Ah! Sempre, labbra tenebrose bevono i nostri baci, nei nostri più scintillanti meriggi!…

Tu dolcemente abbandoni il molle tuo dorso fra le mie braccia; Il tuo busto delicato s'illanguidisce fra le mie dita, che si trastullano inconscie con le tue piccole costole… Tu hai tremanti implorazioni nelle pupille piene di azzurri silenzî… Ahimè! si capisce: vuoi soltanto dormire e andartene alla deriva, lontano da me, sulla grande cantilena dei mari, verso i tuoi sonni lontani!…

Marinai! Pescatori! Abitatori delle rive! I miei denti battono dal terrore… Soccorretemi!… Mani di ghiaccio mi frugano senza posa nel cranio, su questa spiaggia maledetta, soffocata dalla fiamma eterna e dall'attesa! Le sabbie intorno a me si gonfiano come un immenso petto, villoso di scintille… Guardate, guardate laggiù, nell'ampio grembo dei golfi! Il vento solleva e travolge grani di sabbia mostruosi, che sembran spicchi di stelle!… Furono dunque infranti degli astri incandescenti per innalzare una scogliera insuperabile d'oro davanti alla nave del Dio?…