Giulia! Fiore carnale! Non dormir, Giulia mia! Non senti che io ne muoio?… Simile io sono alle cagne raucamente ululanti che si stringono intorno i loro piccoli, in fondo ai crepuscoli invernali, davanti al mare, ai suoi clamori ed alle sue sataniche devastazioni!… Oh! gli artigli delle mie dita!… Poichè t'amo, infatti, come una cagna ama i suoi piccoli!… Sì!… Io, ti partorii!… Io, senza posa ti partorisco ne' miei baci felini!… Ti trassi dalle mie viscere, ed ho per te il delirio terribile d'una madre, cui si lacerano i fianchi quando tu trasalisci graziosa e turbolenta nel mio abbraccio!… Oh Giulia mia!… Tu che passi nelle mie vene boccheggianti, come un tizzone che faccia ustioni di miele!…

Lo so, che tu aspetti il dio osceno, e ti vedo tremare d'un brivido ignoto a mè stesso! Oh! questi spasimi dolci sulle tue labbra semiaperte non sono più miei!… E la saliva di voluttà, a chi, a chi la dài tu, in questo istante?… Certo l'azzurra ombra che ti si accumula ora sotto le ciglia, è l'ombra medesima del tuo Dio! Oh! carne della mia carne, mille volte dannata!… No! egli non ti avrà, poichè io veglio sulla spiaggia, e nessuno, nessuno potrà rapirti!… I miei denti ed i miei artigli adunchi brillano al sole… Soltanto i miei denti vivono ancora sotto le mie labbra morte!… Svègliati! Svègliati! Non voglio che ti addormenti, poichè mi appartieni, dal giorno che fra le mie braccia mi concedesti l'umida confessione del tuo piacere!…

2.

Il risveglio di Giulia.

Ebbrezza e gioia profonda!… La mia bionda amante s'è destata, seminuda, nella sua verde veste di bagnante che le inguaìna il corpo fino ai rosei polpacci… Ella striscia lentamente sulle ginocchia, verso la freschezza dell'onda, inarcando il dorso, come una gatta. Poi, respingendo la terra con le piccole mani, rizza il busto orgoglioso che tutto vibra nel sole, e il suo chignon vermiglio fiammeggia come una corona barbara d'oro!

Ecco: la mia bionda amante mollemente discende sulla spiaggia, a passi ritmici, nella schiuma dell'onde che le inanellan di perle preziose le dita de' suoi piedini freddolosi… Io la seguo. Con un agile gesto ella s'infila nel galleggiante cerchio di salvataggio, poi vi dispone pigramente i fianchi come nel cavo di una candida cesta…

Allora, inebbriato dal colpo d'ala imperioso de' suoi grandi capelli d'oro che si scatenan come un incendio sui flutti, io nuoto sul fianco a veementi bracciate, e, lacerando col capo in avanti la schiuma che fruscia nel flic-flac delle onde impennacchiato, traggo verso l'ignoto la barca illusoria, teso il braccio, come una gomena, all'indietro.

Oh! nulla uguaglia allora la dolcezza nostalgica del suo volto ardente e pallido, nulla uguaglia l'ideale balbettìo delle sue palpebre preganti!…

…. Poichè tu sai, amor mio, il delirio fantastico,
l'onnipotente soffio che m'afferra alle viscere
nel soleggiato riscintillare dei mari!…
…. Poichè conosci lo spasimo crescente e cadenzato
che m'insegue da un'onda melodiosa all'altra
nella gran sinfonia sommergente dell'acque,
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verso il divino abisso di un impossibile accordo
con voi, Soli allucinanti…
con voi, Mari men vasti dell'anima mia!…

O Sole! Sole accanito come un tafano mostruoso nella criniera fiammeggiante del mare!… O Mare, Mare di lava dai forsennati ribollimenti! …. e il tuo corpo, o mia Giulia che portiamo con noi!…